Home Cronaca Gli scienziati scoprono che la luce può rallentare la crescita delle piante;...

Gli scienziati scoprono che la luce può rallentare la crescita delle piante; ecco come funziona

7
0

È vero che la luce è fondamentale per la fotosintesi, ma la ricerca dell’Università metropolitana di Osaka svela un’intrigante contraddizione: rallenta anche la crescita delle piante. Lo studio, pubblicato su Physiologia Diario Plantarum, mostra che l’esposizione alla luce bianca innesca modifiche biochimiche; questa reazione rende più forte il legame tra i tessuti interni della pianta e lo strato esterno. L’accumulo di acido p-cumarico nelle pareti cellulari porta a strutture più rigide ma limita la quantità di piante che possono crescere in lunghezza. Cogliendo questo equilibrio tra struttura forte e crescita rapida, gli scienziati potrebbero trovare modi per sviluppare colture in grado di resistere a sfide come il vento e la pioggia battente senza perdere la resa vitale.

Come la luce bianca aumenta l’adesione dei tessuti e limita la crescita delle piante

Il meccanismo principale alla base di questa inibizione della crescita è un fenomeno chiamato “adesione tissutale”. Come osservato nella rivista Physiologia Plantarum, gli scienziati hanno scoperto che quando queste piante sono esposte alla luce bianca, la forza di distacco necessaria per separare i tessuti aumenta. Ciò rende la struttura della pianta più compatta e inibisce meccanicamente l’espansione dello stelo. In questo processo svolgono un ruolo specifici recettori della luce, noti come fitocromi e criptocromi. Rilevano le condizioni di luce e segnalano alla pianta di concentrarsi sul rafforzamento delle pareti cellulari invece di crescere rapidamente.

Come gli acidi fenolici rinforzano le pareti cellulari

Lo studio evidenzia l’acido p-cumarico, un acido fenolico, fondamentale per l’inibizione della crescita. Quando esposto alla luce, questo acido aumenta nelle pareti cellulari, agendo come un agente reticolante che aumenta la forza adesiva tra l’epidermide e i tessuti corticali. Di conseguenza, la pianta diventa più robusta e rigida. Sebbene ciò aiuti la pianta a sopportare meglio le sfide fisiche, significa anche che la pianta rimane più bassa e compatta rispetto a quelle coltivate in condizioni di oscurità.

Gli strati esterni limitano l’espansione interna

Come osservato nella rivista Physiologia Plantarum, lo studio rivela che la luce non si limita a “segnalare” a una pianta di smettere di crescere; modifica fisicamente la struttura interna della pianta per creare una restrizione meccanica. I ricercatori hanno misurato la forza necessaria per staccare l’epidermide, o lo strato esterno, dai tessuti interni della pianta. Hanno scoperto che l’esposizione alla luce bianca rende questo legame molto più forte. Questa maggiore resistenza forma una sorta di manica attorno alla pianta, limitando l’allungamento dei tessuti interni. Di conseguenza la pianta rimane più bassa e sviluppa una forma più robusta e compatta.

Una nuova prospettiva su sostenibilità agricola

Questa scoperta offre una nuova prospettiva alla scienza agricola, concentrandosi principalmente sulla prevenzione dell'”allettamento”, ovvero quando i raccolti vengono permanentemente rovesciati dal vento o dalla pioggia. Alterando i processi che governano il modo in cui i tessuti si uniscono in risposta alla luce, i coltivatori possono creare varietà di colture con una colla interna potenziata per resistere alle intemperie. Gli approfondimenti provenienti dai database di ricerca federali e globali evidenziano l’importanza di comprendere queste proprietà meccaniche per mantenere stabili le scorte alimentari in condizioni climatiche più imprevedibili.

fonte

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here