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La WADA segnala l’India come centro chiave nella repressione globale del doping e promuove leggi e applicazioni più extreme

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La lotta globale contro il doping si è concentrata questa settimana sull’India, quando il presidente dell’Agenzia mondiale antidoping (WADA), Witold Banka, ha visitato la capitale per una conferenza di alto livello e una serie di incontri con le autorità indiane. La visita ha suscitato preoccupazioni e un cauto ottimismo sugli sforzi antidoping del paese. Banka period a Nuova Delhi per la conferenza conclusiva della fase di espansione della rete globale di intelligence e investigazioni antidoping (GAIIN) della WADA in Asia e Oceania. La visita avviene in un momento in cui l’India continua a figurare in primo piano nelle statistiche globali sul doping, con i recenti rapporti WADA che collocano il paese tra i paesi con il più alto numero di violazioni di doping. Un aspetto fondamentale della visita è un cambiamento strategico nell’applicazione delle norme antidoping. Le autorità stanno andando oltre i take a look at tradizionali verso indagini guidate dall’intelligence, volte a smantellare gli ecosistemi che consentono il doping.

La NADA ha iniziato a rafforzare le sue unità di intelligence e investigative, investendo nella formazione e ampliando i meccanismi di segnalazione come il suo portale Communicate-Up. I funzionari hanno sottolineato che gli sforzi futuri si concentreranno sull’interruzione delle catene di approvvigionamento, piuttosto che penalizzare esclusivamente gli atleti.

La WADA ha inoltre sottolineato che gli allenatori, i medici e il personale di supporto, spesso centrale nelle reti antidoping, dovranno affrontare sanzioni più extreme ai sensi di un codice antidoping aggiornato.

“Più casi possono significare una migliore applicazione”

In un’osservazione degna di nota, Banka ha suggerito che un aumento dei casi positivi di doping potrebbe indicare un sistema più efficace, poiché riflette una migliore individuazione e un’applicazione mirata. Al contrario, un forte calo dei casi può segnalare una debolezza dei take a look at o della supervisione.
La WADA ha incoraggiato l’India a prendere in considerazione quadri giuridici più forti, inclusa la potenziale criminalizzazione di attività come il traffico e la somministrazione di sostanze vietate. I funzionari hanno chiarito che tali misure avrebbero preso di mira i fornitori e i facilitatori, non gli atleti.

Esistono già indicazioni che sono in corso sforzi legislativi per introdurre sanzioni penali per coloro che sono coinvolti nella fornitura e distribuzione di sostanze dopanti.

In uno sviluppo chiave, Banka ha incontrato Manoj Sashidhar, direttore speciale del Central Bureau of Investigation (CBI), per discutere di una maggiore cooperazione nella repressione delle reti antidoping.

Il ministro dello Sport dell’Unione Mansukh Mandaviya ha ribadito l’impegno dell’India per uno sport pulito dopo il suo incontro con Banka, sottolineando meccanismi antidoping più forti e riforme istituzionali.

Le discussioni tra la WADA, il governo e l’Agenzia nazionale antidoping (NADA) sono state un riconoscimento condiviso della portata del problema del doping e dell’urgenza di colmare le lacune sistemiche.

Nonostante le persistenti preoccupazioni, la WADA ha espresso un cauto ottimismo sulla direzione presa dall’India. L’agenzia ha citato un forte sostegno politico, una maggiore collaborazione con le agenzie di controllo e una crescente volontà di adottare le migliori pratiche globali.

Tuttavia, ha sottolineato che le ambizioni dell’India di ospitare grandi eventi sportivi internazionali dipenderanno in larga misura dalla sua capacità di dimostrare una solida e credibile conformità antidoping.

La WADA ha chiarito che il controllo delle violazioni della droga e il rafforzamento della credibilità saranno il fondamento delle future ambizioni sportive dell’India.

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