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Nuove scansioni rivelano un antico equipment medico appartenente a un possibile medico di Pompei

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Nel 79 d.C., il Vesuvio scatenò una miscela distruttiva di pomice, cenere e fuel vulcanico in rapido movimento sulla città romana di Pompei. Molte persone sul percorso di questi flussi piroclastici probabile morto per shock termicolasciando infine dietro di sé forme cave sepolte all’interno della cenere vulcanica mentre i loro corpi si decomponevano. Con i progressi tecnologici, gli scienziati stanno ora ottenendo una visione molto più dettagliata di questi corpi decomposti da tempo, comprese istantanee della loro vita prima dell’eruzione.

In un recente dichiarazioneil Parco Archeologico di Pompei in Italia ha segnalato il ritrovamento di un individuo che sembra essere stato un medico a Pompei. Il personaggio fu ritrovato inizialmente nel 1961 durante gli scavi del Giardino dei Fuggitivi, che conservavano i calchi di una dozzina di persone sorprese dalla nube piroclastica fuoriuscita dal Vesuvio. Nuovi take a look at diagnostici che utilizzano raggi X, scansioni TC e tecniche di ricostruzione 3D hanno rivelato una piccola lastra che, secondo gli esperti, probabilmente conteneva strumenti chirurgici appartenenti a un medico.

Una piccola lastra rinvenuta tra i depositi archeologici del Giardino dei Fuggitivi. Credito: Parco Archeologico di Pompei

I risultati rappresentano uno “sforzo altamente interdisciplinare che ha riunito archeologi, restauratori, antropologi fisici, archeobotanici, numismatici, radiologi, tecnici diagnostici e specialisti di modellazione digitale, ripristinando non solo un oggetto, ma una storia di una vita interrotta”, si legge nella dichiarazione, tradotta dall’italiano tramite Google Translate.

Un giardino devastato

Il Giardino dei Fuggitivi (Orto dei Guggiaschi) è un importante sito archeologico di Pompei, ritenuto essere un vigneto locale per la produzione di vino. Secondo Parco Archeologico di Pompeiil fertile terreno vulcanico rendeva i locali favorevoli alla coltivazione della vite. Quindi il vigneto period probabilmente un vivace punto di ritrovo per i residenti di Pompei, fino al giorno in cui il Vesuvio decise diversamente.

Raccolta delle vittime dei fuggitivi di Guarden
Una mostra di vittime conservate in conchiglie di gesso nel Giardino dei Fuggitivi di Pompei. Credito: Parco Archeologico di Pompei

Gli scavi di questo sito iniziarono nel 1748, ma gli archeologi ottennero risultati significativi intorno al 1961. Le indagini iniziali, riempiendo i gusci vuoti lasciati da corpi decomposti, trovarono un gruppo eterogeneo di vittime, tra cui una donna che trasportava un bambino. In questo senso, insieme alla ricca composizione archeologica del sito, il giardino offre una “finestra vivida e toccante sul passato”, ha osservato il parco.

E il dottore

A più di 60 anni dalla prima scoperta del giardino, i ricercatori hanno scavato più a fondo nei minimi dettagli dei resti. Grazie a una combinazione di raggi X, scansioni TC e tecniche di ricostruzione 3D, gli scienziati sono stati in grado di analizzare un curioso caso nascosto all’interno del calco in gesso di una delle vittime.

Analisi TC della lastra in gesso del giardino fuggitivo di Pompei
I ricercatori analizzano la scatola recuperata utilizzando tecniche non invasive. Credito: Parco Archeologico di Pompei

Quando i ricercatori hanno indagato sul caso con tecniche di imaging avanzate, hanno identificato una piccola lastra di ardesia e strumenti metallici che sembravano appartenere a un medicuso un medico dell’Impero Romano. La struttura meccanica della scatola period piuttosto sofisticata, caratterizzata da un raffinato sistema di chiusura con ruota dentata. C’period anche una borsa di stoffa contenente monete di bronzo e d’argento.

Il Vesuvio ha davvero colto gli abitanti di Pompei nel bel mezzo della loro vita, e questo nuovo approccio mette a fuoco quella realtà in modo ancora più nitido.

“Quest’uomo ha portato con sé i suoi strumenti per essere pronto a ricostruire la sua vita altrove, grazie alla sua professione, ma forse anche per aiutare gli altri”, ha dichiarato il direttore del parco Gabriel Zuchtriegel. “Dedichiamo questa piccola ma significativa scoperta a tutte le donne e gli uomini che oggi continuano a esercitare questa professione con profondo senso di responsabilità e di servizio alla comunità.”

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