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Non sei solo tu. La ricerca cube che alle persone non piacciono i chatbot AI apertamente amichevoli

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Per anni, le aziende tecnologiche hanno cercato di far sembrare gli assistenti IA più cordiali, amichevoli ed emotivamente più umani. Ma una nuova ricerca suggerisce che questo approccio potrebbe in realtà rivelarsi controproducente più spesso di quanto le aziende si aspettino. Un recente studio evidenziato da Tecnologia Xplore hanno scoperto che le persone generalmente preferiscono chatbot con intelligenza artificiale le cui personalità rispecchiano il proprio stile di comunicazione piuttosto che assistenti che si comportano sempre in modo eccessivamente allegro o eccessivamente amichevole.

Secondo quanto accertato dall’ Ricercatori del Nordest sfida Uno dei presupposti più importanti che guidano lo sviluppo dell’intelligenza artificiale moderna è che rendere i chatbot più espressivi dal punto di vista emotivo migliora automaticamente l’esperienza dell’utente.

Le persone preferiscono un’intelligenza artificiale che sembri familiare, non artificialmente allegra

I ricercatori dietro lo studio hanno scoperto che la compatibilità della personalità gioca un ruolo importante nel modo in cui gli utenti percepiscono i sistemi di intelligenza artificiale. Secondo quanto riferito, i partecipanti hanno risposto in modo più positivo ai chatbot il cui tono e comportamento riflettevano i tratti della loro personalità.

In termini pratici, gli utenti più riservati spesso preferivano interazioni più tranquille e dirette con l’intelligenza artificiale, mentre gli utenti altamente social tendevano a rispondere meglio a stili di conversazione più energici. Ciò che ha funzionato costantemente male, tuttavia, sono stati i chatbot che sembravano aggressivamente entusiasti o emotivamente esagerati, indipendentemente dal contesto.

La ricerca suggerisce che gli utenti possono rilevare rapidamente quando la cordialità sembra forzata o innaturale. Invece di creare fiducia, le personalità eccessivamente ottimiste dell’intelligenza artificiale possono effettivamente ridurre il consolation e l’autenticità durante le conversazioni. Ciò è particolarmente importante perché i chatbot basati sull’intelligenza artificiale vengono sempre più integrati nel servizio clienti, negli strumenti di produttività, nelle piattaforme educative, nelle app per la salute mentale e negli assistenti smartphone di tutti i giorni.

Aziende tra cui OpenAI, Google, Microsoft e Meta stanno tutte investendo molto in sistemi di intelligenza artificiale conversazionale progettati per sembrare più naturali ed emotivamente intelligenti.

Ma le nuove scoperte suggeriscono che potrebbe esserci una linea sottile tra “simil-umano” e “provare troppo”. Lo studio riflette anche un cambiamento più ampio in atto nella filosofia di progettazione dell’intelligenza artificiale. I primi chatbot spesso sembravano robotici e freddi, portando le aziende a umanizzare in modo aggressivo le risposte. Ora, i ricercatori stanno scoprendo che l’autenticità e l’adattabilità possono essere più importanti della semplice massimizzazione della cordialità.

Perché questo è importante

Gli assistenti IA stanno rapidamente diventando parte della vita quotidiana, dagli smartphone e dagli altoparlanti intelligenti ai motori di ricerca e agli strumenti sul posto di lavoro. Il modo in cui questi sistemi comunicano potrebbe influenzare in modo significativo il modo in cui le persone si sentono a proprio agio nell’usarli a lungo termine. La ricerca evidenzia anche un problema psicologico più profondo legato alla fiducia. Gli esseri umani rispondono naturalmente in modo diverso alle personalità e i sistemi di intelligenza artificiale che non riescono a soddisfare le aspettative di conversazione possono creare involontariamente irritazione o affaticamento emotivo.

Per le aziende, ciò potrebbe rimodellare il modo in cui verranno progettati i futuri prodotti IA. Invece di offrire una personalità di chatbot universale, le aziende potrebbero spostarsi sempre più verso un comportamento IA personalizzabile che si adatta dinamicamente ai singoli utenti.

Cosa succede dopo

I ricercatori si aspettano che i futuri sistemi di intelligenza artificiale diventino più personalizzati nel tempo, adattando il tono, l’umorismo, il ritmo e lo stile di conversazione in base alle preferenze dell’utente e alla cronologia delle interazioni. Ciò potrebbe alla high quality portare a assistenti IA che si sentono meno come agenti del servizio clienti programmati e più come strumenti di comunicazione su misura per le singole personalità.

Allo stesso tempo, i risultati potrebbero spingere le aziende a ripensare l’attuale corsa verso un’intelligenza artificiale iper-friendly. Gli utenti potrebbero non necessariamente desiderare assistenti che sembrino costantemente eccitati, emotivi o eccessivamente loquaci. In molti casi, le persone sembrano semplicemente desiderare un’intelligenza artificiale che sembri utile, naturale e confortevolmente umana, senza sforzarsi troppo di comportarsi come i migliori amici.

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