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Il nuovo robotaxi Ojai di Waymo sembra fatto per il futuro e ha anche un potenziamento cerebrale

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Waymo nuovo robotaxil’Ojai, non sembra proprio qualcosa che cerchi di confondersi nel traffico. Sembra che sia saltato qualche anno in avanti, sia atterrato nel futuro e non si sia preoccupato di verificare se il resto di noi stesse tenendo il passo.

Questo non è solo un aggiornamento incrementale della flotta esistente di Waymo. Sembra più un reset, un ripensamento di cosa diventa una corsa quando non c’è nessuno al volante. E ora, dopo mesi di check interni, Waymo aprirà finalmente le porte ai primi ciclisti pubblici nelle prossime settimane.

Un robotaxi che sembra una lounge

Entra nell’Ojai e la prima cosa che noti non è la tecnologia: è lo spazio. L’ingresso sembra insolitamente aperto, grazie al gradino basso e al pavimento completamente piatto. Le porte si aprono in un modo che sembra quasi di entrare in un ascensore, il che è un paragone appropriato perché l’abitacolo non sembra affatto quello di un’auto tradizionale.

Invece, si inclina verso una sala cell. Tre grandi schermi dominano l’interno, consentendo ai passeggeri di modificare qualsiasi cosa, dalla musica alla temperatura della cabina. È il tipo di configurazione che, al confronto, fa sembrare una tipica corsa Uber un taxi barebone. Waymo vuole chiaramente che tu pensi a questo meno come “andare da A a B” e più come “il tuo tempo, il tuo spazio, le tue impostazioni”.

Una corsa del futuro che sta già mappando le sue prossime città

Sotto la superficie dal design pesante, l’Ojai è anche il veicolo Waymo più incentrato sull’accessibilità. Ci sono tocchi sottili ma importanti ovunque: indicazioni in braille, supporto per lettore di schermo e maniglie combine nei sedili che aiutano i passeggeri a salire e scendere con maggiore sicurezza. La mente dietro tutto questo è la versione di sesta generazione del sistema di guida autonoma di Waymo. Si basa su oltre 20 milioni di viaggi completamente autonomi già completati nelle principali città degli Stati Uniti, ma questa iterazione è progettata per gestire ambienti più difficili e scalare più velocemente di prima. Pensa a condizioni più nevose, a un lancio più denso e a molti più robotaxi che partono dall’hub di produzione di Waymo in Arizona.

Per ora, l’Ojai sta iniziando in piccolo. I primi ciclisti in città come San Francisco, Phoenix e Los Angeles avranno accesso per primi, con viaggi gratuiti offerti man mano che Waymo raccoglie suggestions. Ma il piano più ampio è difficile da ignorare: l’espansione in città come Denver, Las Vegas e San Diego è già sulla tabella di marcia, con un’implementazione pubblica più ampia prevista entro la superb dell’anno. Waymo sta testando in silenzio cosa succede quando le corse autonome iniziano a diventare infrastrutture. E se l’Ojai è un’indicazione, quel futuro potrebbe arrivare prima – e sentirsi molto più a proprio agio – del previsto.

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