La nuova piattaforma Gemini Intelligence di Google sta rapidamente diventando uno dei maggiori punti di discussione nel mondo Android in questo momento. Dopo essere stata evidenziata durante l’Android Present di questa settimana, la funzionalità è già collegata a diversi telefoni pieghevoli e di punta premium in arrivo. Ma c’è un problema: non tutti i dispositivi Android di fascia alta saranno in grado di eseguirlo. E sorprendentemente, anche alcuni degli ultimi dispositivi pieghevoli di Google e Samsung potrebbero rimanere esclusi.
Secondo i requisiti di Google, Gemini Intelligence non è solo un altro aggiornamento software program che puoi inviare casualmente ai dispositivi più vecchi. Sembra che la società stia costruendo tutto ciò attorno a un sistema di supporto {hardware} e software program a lungo termine molto più rigoroso. Per qualificarsi, un telefono necessita di un chipset di punta, almeno 12 GB di RAM, supporto per AI Core e Gemini Nano v3 o versioni successive. Ciò crea immediatamente un problema per diversi telefoni della generazione attuale.
Gemini Intelligence ha bisogno di qualcosa di più di un semplice chip potente
I requisiti di Google vanno oltre le semplici prestazioni. I dispositivi devono inoltre promettere almeno 5 aggiornamenti del sistema operativo Android e 6 anni di patch di sicurezza, con customary di qualità legati alla stabilità del sistema e al tasso di crash.
Sebbene molti telefoni di punta offrano già lunghi cicli di supporto software program, i requisiti della versione Gemini Nano sembrano essere la vera barriera in questo caso. I rapporti suggeriscono che dispositivi come la serie Pixel 9 e il Galaxy Z Fold 7 di Samsung utilizzano ancora Gemini Nano v2, il che significa che attualmente non sono idonei per il supporto Gemini Intelligence.
Si prevede che l’elenco delle funzionalità si espanderà in modo significativo tra i flagship Android del 2026, tra cui la serie Pixel 10 e la gamma Oppo Discover X9, che probabilmente saranno progettati tenendo presente questi requisiti di intelligenza artificiale fin dall’inizio.
Detto questo, la situazione è ancora leggermente poco chiara. La documentazione di Google menziona specificamente il supporto per l’API Immediate di Gemini Nano anziché confermare direttamente se i dispositivi meno recenti siano permanentemente esclusi. Quindi c’è ancora la possibilità che alcuni telefoni possano ottenere la compatibilità in seguito attraverso futuri aggiornamenti Android o aggiornamenti del back-end.
Il requisito di RAM potrebbe rivelare i piani AI più grandi di Google
Uno dei dettagli più interessanti qui è l’insistenza di Google su un minimo di 12 GB di RAM per Gemini Intelligence. Si tratta di un requisito piuttosto impegnativo, soprattutto considerando che alcune fughe di notizie hanno suggerito che il Pixel 11 base potrebbe effettivamente essere fornito con solo 8 GB di RAM. Se questi nuovi requisiti di intelligenza artificiale fossero accurati, le prime fughe di notizie potrebbero non raccontare tutta la storia.

Sarebbe strano per Google commercializzare pesantemente funzionalità avanzate di intelligenza artificiale sul dispositivo riducendo contemporaneamente la capacità di memoria sui propri telefoni di punta. Per ora, Google afferma che Gemini Intelligence arriverà per la prima volta sui dispositivi Pixel e Samsung Galaxy entro la high quality dell’anno.










