NEW YORK — Dopo tutti questi anni, è difficile concepire che succeda qualcosa di senza precedenti nel mondo dei Beatles. Ma eccolo qui Quella di Paul McCartney nuovo disco “The Boys of Dungeon Lane”, il primo duetto in assoluto tra i membri sopravvissuti della band McCartney e Ringo Starr.
È adorabile. I due uomini ricordano un’infanzia difficile a Liverpool che non hanno mai considerato dura perché, come cube il titolo, period “House to Us”.
Da un lato, è notevole che questi uomini, ormai sulla metà degli ottant’anni, stiano ancora producendo nuova musica. Di tanto in tanto, ti ricorderanno le vette che hanno raggiunto una volta: la canzone d’amore di McCartney del 2011 per sua moglie Nancy, “My Valentine”, o gemme come “Lengthy Tailed Winter Fowl”. Il recente lavoro country di Starr con T Bone Burnett è una partita fatta per lui.
Non bisogna aspettarsi profonde riflessioni sulla mortalità da McCartney mentre si avvicina al suo 84esimo compleanno. Non sarebbe comunque nel suo stile. Nella migliore delle ipotesi, l’album che prende il nome da una strada di Liverpool offre ricordi pittoreschi della sua giovinezza. In “Down South”, ricorda i viaggi in autobus con George Harrison che erano “un buon modo per conoscerti, prima che imparassimo a distorcerci e urlare”. “Days We Left Behind” ripercorre l’impermanenza della vita con affetto, senza rimpianti.
McCartney lavora con un produttore di quasi 50 anni più giovane di lui, Andrew Watt, che recentemente ha respirato nuova vita in i Rolling Stones. Watt fa bene a non provare a vestire McCartney con nuovi abiti musicali alla moda. Qui McCartney suona più del 90% degli strumenti, ma il disco non ha un’atmosfera fai-da-te. È un disco pop-rock semplice, piacevole in alcuni punti, inoffensivo in altri.
L’età ha messo a dura prova la voce un tempo flessibile di McCartney, più evidente quando raggiunge le observe alte o, nell’apertura dell’album “As You Lie There”, cerca di scatenarsi. Sembra un uomo anziano in “Days We Left Behind”, anche se questo migliora la canzone dato il suo argomento. Anche la sua capacità, un tempo impareggiabile, di creare melodie memorabili è svanita e di conseguenza “The Boys of Dungeon Lane” arranca in alcuni punti.
È giusto paragonare un McCartney di 83 anni al suo apice giovanile? Ovviamente no. Non sarebbe giusto verso nessuno. Tuttavia è anche saggio moderare le aspettative quando si ascolta “The Boys of Dungeon Lane”.
___
“I ragazzi di Dungeon Lane” di Paul McCartney
Tre stelle su cinque.
A ripetizione: “House to Us”, “Down South”
Salta: “La prima stella della notte”
Per i fan di: The Beatles











