C’è un’antica città risalente a 2.000 anni fa, rimasta sott’acqua per molti decenni, riemersa solo come importante ritrovamento archeologico nell’attuale Turchia. Il sito è indicato come Iuliopolis, un luogo che è stato sotto le acque del bacino idrico della diga di Sarıyar dalla metà del secolo scorso per quasi settant’anni. Scavi moderni effettuati dal 2009 al 2025 hanno dimostrato che Iuliopolis period più di un semplice insediamento.L’antica città si trova a circa 123 km dalla capitale Ankara, essendo esistita inizialmente durante il periodo dei romani, e successivamente fiorente durante l’period bizantina.
Le scoperte di antiche città sommerse rimodellano la comprensione storica
Show dalla ricerca, “Ricerca antropologica di Juliopolis: risultati preliminari”, condotto dagli archeologi dell’Università di Karabuk e del Museo delle Civiltà Anatoliche, suggerisce che potrebbero esserci ragioni per riconsiderare alcune delle ipotesi iniziali riguardo al significato di questa città. Divenne chiaro che Iuliopolis aveva strutture religiose organizzate, un’urbanistica ben pianificata e un’economia basata sulla produzione e sul commercio.Alcuni degli oggetti rinvenuti nella regione sono ceramiche e recipienti per la conservazione, nonché strumenti utilizzati dagli antichi. Uno di questi è la ceramica rossa africana, che mostra il rapporto di questa città con regioni lontane attraverso il commercio, in particolare con i commercianti romani attivi in tutto il Mediterraneo.
Le show archeologiche mostrano un forte sistema economico e religioso
Il primo ritrovamento degno di nota è quello di una dispensa con grandi vasi di terracotta, che venivano utilizzati per conservare i prodotti agricoli come cereali, vino e olio d’oliva. Alcuni di questi vasi recano segni religiosi, indicando che c’period un’interazione tra economia e religione, forse attraverso le istituzioni ecclesiastiche.Questi risultati sono emersi nella ricerca“Ricerca antropologica di Juliopolis: risultati preliminari”, pubblicato sul Journal of Ankara Research.Tutti questi punti portano alla conclusione che Iuliopolis fungeva da centro urbano pianificato in modo efficiente piuttosto che da città marginale.
La sommersione della diga ha preservato l’antica città per decenni
Gli effetti della costruzione della diga Sarıyar, che ha portato all’inondazione dell’space, hanno contribuito indirettamente a preservare il luogo, poiché l’esposizione agli elementi è stata ridotta, così come il contatto con persone che potrebbero interferire con il processo di scoperta del passato.Sebbene alcune zone della città siano ancora allagate, è ancora possibile condurre scavi archeologici per comprendere diversi aspetti di ciò che accadde nell’antica città di Aşıklık Höyük.
Perché le città sottomarine sono importanti per l’archeologia
Le scoperte archeologiche in siti sommersi come Iuliopolis rappresentano uncommon opportunità per i ricercatori. Mentre i siti archeologici in superficie sono soggetti al degrado da parte degli elementi e degli esseri umani, è noto che i luoghi sottomarini fungono da gusci protettivi e preservano i manufatti.L’esplorazione di questi luoghi aiuta a sviluppare la conoscenza delle antiche comunità urbane e delle loro pratiche commerciali e religiose. Advert esempio, la ricerca condotta a Giuliopoli ha contribuito a scoprire che le piccole città svolgevano un ruolo importante nel quadro economico e religioso sia dei romani che dei bizantini.
Cosa significa questa scoperta per la ricerca futura
La scoperta della città di Iuliopolis illustra come i moderni sforzi di costruzione, come le dighe, possano aiutare a coprire ma anche a proteggere i siti archeologici. I futuri scavi nel sito dovrebbero far luce sulla pianificazione fisica, sulla demografia e sull’importanza del sito nel mondo antico.Lo sviluppo dell’archeologia rende le città sommerse più attraenti come fonte di informazioni sul passato. Le scoperte fatte nel sito si sono aggiunte al crescente corpus di conoscenze riguardanti la vita urbana antica, soprattutto nelle aree interessate sia dalla cultura romana che da quella bizantina.













