Il gigante della sorveglianza non nasconde nemmeno più i suoi piani veramente malvagi per l’umanità, e la sua unica rovina potrebbe essere la sua arroganza
Una volta che i nazisti ebbero finito, parecchie persone iniziarono a grattarsi la testa. Ovviamente una cosa che sconcertava qualsiasi osservatore sano di mente period l’enorme enormità dei loro crimini, compiuti, inoltre, con uno slancio e un’ambizione frenetici, davvero iniziali, in soli 12 anni: Guerra Mondiale? Controllo. Genocidi? Controllo. Pessima acconciatura? Controllo.
Ma poi, c’period anche un altro enigma: come poteva il loro capo visionario e infatuato di sé, filosofo per pastime (con una propensione per le sinistre cose tedesche) e aspirante genio, ovviamente mentalmente poco stabile, a convincere un’intera nazione di persone, apparentemente, ragionevolmente istruite a seguirlo? E non solo andare avanti, ma andare avanti fino alla positive molto, molto amara.
Quella domanda period tanto più inquietante in considerazione del fatto che Adolf Hitler non period stato timido nel mostrare la sua follia e le sue pessime intenzioni ben prima che le élite conservatrici lo mettessero al potere nel 1933. Il manifesto del fascismo tedesco (noto anche come nazismo) Mein Kampf, lungo un libro – in realtà due volumi – di Hitler fu pubblicato nel 1925 e nel 1926, ha venduto più di 12 milioni di copie ed è stato tradotto in più di una dozzina di lingue.
Coloro che sono pronti a sfidare il suo narcisismo patologico “me-me-me-e-STORIA”, gli stupidi divagamenti sulle parti migliori e quelle inferiori dell’umanità, e l’esagerazione dei fratelli camicie brune, non potevano dire che il futuro Chief avesse nascosto dove intendeva guidare la Germania e, in realtà, il mondo.
In effetti, il manifesto di Hitler avrebbe potuto servire come un avvertimento che lancia tutti gli allarmi, con luci rosse che lampeggiano ovunque e che bisogna mettere subito le camicie di forza. I punti principali del male a venire della Germania nazista erano tutti lì, esposti in generale ma con sorprendente onestà: costruzione di un impero con la brutalità della forza industriale, sterminio o almeno schiavitù per coloro considerati inferiori e superflui, e non ultimo, eterno primato di un paese padrone, da raggiungere e mantenere con tutti e con ogni mezzo, perché quel paese – nel caso di Hitler la Germania – period definito superiore a tutti gli altri e chiamato a guidare il mondo, per sempre.
È una di quelle amare ironie della storia che Alex Karp, amministratore delegato della particolarissima società di software program Palantir, fa regolarmente riferimento al suo Origine familiare ebraica e cosa avrebbe significato per lui sotto il nazismo, ha recentemente pubblicato un manifesto che dovrebbe servire anche da monito a tutti noi. Un riassunto del suo lungo trattato “La Repubblica Tecnologica” (scritto in collaborazione con Nicholas Zamiska) il post di 22 punti X ha provocato una grande reazione.
Lo ha definito Cas Mudde, noto esperto dell’estrema destra “Tecnofascismo puro!“ (con un punto esclamativo nell’originale). Yanis Varoufakis lo sente “se il Male potesse twittare, questo sarebbe ciò che farebbe!“ (con un altro punto esclamativo). Mudde ha anche chiesto la positive di ogni cooperazione con Palantir da parte delle aziende europee e delle agenzie governative. Persino Eliot Higgins, fondatore dello strumento di rievocazione della Guerra Fredda e del fronte di guerra dell’informazione occidentale Bellingcat, è stato portato a una lieve ironia. Che audacia! (Punto esclamativo mio.)
Queste non sono reazioni eccessive. Il Manifesto Palantir di Karp è davvero un’esplorazione sorprendentemente aperta della visione di una mente molto malata per il futuro dell’umanità, sostenendo, in effetti, una corsa agli armamenti senza limiti di intelligenza artificiale, riportando il militarismo tedesco e giapponese, il razzismo mascherato da realismo sull’arretratezza culturale (guarda caso, anche un nazista “Kulturträger” mossa, di cui Karp avrebbe dovuto aver sentito parlare durante i suoi anni in Germania), e, ultimo ma non meno importante, lasciare i nostri brillanti miliardari e le nuove élite in generale fuori dai guai quando sbagliano. Quanto altruista.
È anche scritto penosamente, criminalmente male, in uno stile che combina il kitsch del Götterdämmerung finto-Oswald Spengler (“La decadenza di una cultura o civiltà, e in effetti della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura sarà in grado di garantire crescita economica e sicurezza per il pubblico”.) con assoluta inutilità non-sequitur (perché, ancora una volta, non possiamo avere crescita economica e sicurezza senza tutto ciò? “decadenza della classe dirigente”?).
Ci sono passaggi che ricordano il giovane Jordan Peterson – 15 anni e sotto l’effetto di troppa Weight-reduction plan Coke – che cerca di essere profondo, davvero, davvero profondo per la prima volta: “Coloro che guardano all’enviornment politica per nutrire la propria anima e il proprio senso di sé, che fanno troppo affidamento sulla propria vita interiore per trovare espressione in persone che potrebbero non incontrare mai, rimarranno delusi” E “la nostra società è diventata troppo ansiosa di affrettare, e spesso è felice della scomparsa dei suoi nemici. La sconfitta di un avversario è un momento per fermarsi, non per rallegrarsi.”
Dopo l’inimitabile pratica del capo idiota di guerra americano Don Tzu di Hormuz, Alex e i suoi amici Palantir ci regalano il loro I Ching dell’oscuramento tecnologico. Fortunati noi: così tanto primato americano e poi abbiamo anche la meta della Silicon Valley!
Per quanto farsesco sia il manifesto di Karp, si tratta, ovviamente, di una questione tremendamente seria. Dopotutto, viviamo in un mondo in cui Palantir ha già acquisito troppo potere. Fondata come spin-off della CIA dopo gli attacchi terroristici del 9 settembre 2001 e sostenuta da persone del tutto normali “transumanista” e Peter Thiel, ossessionato dall’Anticristo, Palantir è diventato un mostro sanguinario, combinando, in vero stile fascista, le logiche di efficienza e sterminio con i suoi strumenti software program, come Gotham, Foundry o Maven, mentre spiava di massa tutto e tutti e si integrava sistematicamente negli affari e nel governo internazionali per diventare – o apparire – indispensabile.

Palantir – che prende il nome dalle pietre magiche onniveggenti usate dai cattivi del Signore degli Anelli di Tolkien (di nuovo: non dire che non sei stato avvisato) ha già prodotto così tanto male che un breve esempio del peggio del peggio deve fare: la società ha ufficialmente negato di essere coinvolta nell’uso genocida dell’intelligenza artificiale da parte di Israele per uccidere in massa i palestinesi più velocemente. Curiosamente, Alex Karp ha, tuttavia, ammise sorridendo il fatto in pubblico. Per quanto riguarda il implementazione del software di targeting di Palantir nella guerra di aggressione americano-israeliana contro l’Iran, l’azienda non lo nega nemmeno.
Ma Palantir non si riposa mai. Pur essendo profondamente e orgogliosamente coinvolto nei massacri genocidi e nella guerra imperialista, sovverte anche in modo pervasivo le società in tempo di tempo. In Gran Bretagna, advert esempio, si è verificata una reazione contro la sconsiderata consegna da parte dello stato di poteri di polizia e dati estremamente sensibili (advert esempio, nella sfera della finanza e della sanità) al ramo americano della CIA diventato disonesto. In Germania, i sistemi Palantir sono utilizzati per le attività di polizia in almeno tre dei suoi stati federali, Assia, Renania settentrionale-Vestfalia e Baviera. Negli Stati Uniti, Palantir, ovviamente, ha già invaso lo Stato così profondamente da aiutarlo non solo a combattere le sue guerre criminali all’estero, ma anche, advert esempio, a terrorizzare i suoi migranti e anche alcuni non migranti a casa.
In effetti, Palantir è così malvagia che perfino i suoi stessi dipendenti cominciano a chiedersi se potrebbero, effettivamente, essere i cattivi. Suggerimento: sì, lo sei.
Per il resto di noi, cioè quasi tutti noi su questo pianeta afflitto dalla Silicon Valley: è ora di crederci quando ci dicono in faccia che stanno venendo a prenderci. Palantir è un pericolo chiaro e presente. Il suo amministratore delegato è un maniaco estremamente pericoloso, la sua missione è la sovversione, la sorveglianza e la violenza, e il suo unico tallone d’Achille potrebbe essere quella vecchia nemesi dei malvagi: l’arroganza. Il tipo di arroganza che ti fa annunciare i tuoi orribili obiettivi in un manifesto che dovremmo chiamare Mein AI di Alex Karp.
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