L’ultimo lavoro di imaging sui resti dell’antico Egitto ha portato una chiarezza insolita alle parti del corpo mummificate che sono state sigillate per oltre due millenni. Gli scienziati che utilizzano la tecnologia avanzata di scansione TC e 3D hanno esaminato arti, teschi e un piede che risalgono a più di 2.300 anni fa. I resti, risalenti al periodo compreso tra il 401 e il 259 a.C., furono conservati nelle collezioni dei musei per decenni ma non erano mai stati studiati in modo così dettagliato. Ciò che appare ora è una visione interna più chiara di ossa, bende e danni strutturali che prima erano nascosti. Gli esperti affermano che anche le più piccole caratteristiche, come sezioni ossee mancanti e tracce di malattie, sono ora visibili senza togliere le bende o danneggiare le mummie. È uno sguardo raro all’interno degli antichi metodi di conservazione che ancora oggi non sono pienamente compresi.
Le scansioni della mummia egiziana rivelano teschi, piedi e arti con dettagli advert alta risoluzione
La TAC si è concentrata su più parti del corpo, tra cui due crani, due arti inferiori, una mano e un singolo piede avvolto strettamente in bende di lino. Ogni elemento è stato scansionato utilizzando sistemi di imaging advert alta risoluzione. I risultati sono stati più netti rispetto ai tentativi precedenti. Secondo quanto riferito, i ricercatori affermano che gli esami precedenti hanno trascurato diversi dettagli interni.Uno dei reperti più sorprendenti è il piede. Porta ancora i suoi involucri. Le ossa all’interno sono chiaramente visibili attraverso le scansioni. Sembra che manchi una parte dell’alluce. Sembra che il danno sia avvenuto prima o dopo la mummificazione. Nessuno ne è ancora del tutto sicuro.Advert un certo punto, si pensava che lo stesso piede appartenesse a un uccello. Questa thought ora è stata scartata.
L’analisi delle ossa della mummia egiziana rivela segni di malattia e resti di età mista
Alcune ossa mostrano segni di malattia. Un arto inferiore appare affetto da osteoporosi. Questa condizione indebolisce la struttura ossea e può rendere più probabili le fratture. Nei tempi antichi, avrebbe potuto causare seri problemi di mobilità. Forse anche lesioni mortali.Un altro arto sembra appartenere advert un individuo più giovane. Le ossa sono meno sviluppate. I modelli di crescita suggeriscono un gruppo di età diverso, anche se i dettagli esatti sono ancora in fase di studio.La mano resta più incerta. I ricercatori stanno ancora cercando di determinare se appartenesse advert un bambino o advert un adulto. Le dimensioni da sole non bastano. La struttura ossea e i marcatori di sviluppo vengono analizzati più da vicino.Nulla è ancora completamente confermato. Ma i primi risultati indicano più individui piuttosto che un singolo set di sepolture.
Cosa hanno effettivamente mostrato le scansioni
Il lavoro di imaging è stato effettuato presso un centro di ricerca medica collegato all’Università di Semmelweis. Gli scienziati hanno utilizzato scansioni TC e metodi di ricostruzione 3D per vedere l’interno degli involucri.Le immagini rivelano bende a strati premute strettamente attorno alle ossa. Nessun taglio. Nessun scarto. Solo ricostruzione digitale.I teschi appaiono intatti nella struttura, anche se leggermente deformati a causa del tempo e della pressione. Alcuni contorni delle ossa facciali sono ancora visibili. Le posizioni dei denti possono essere tracciate in una delle teste.Alcune scansioni mostrano anche spazi interni tra gli strati della benda. Questi spazi potrebbero essere stati creati intenzionalmente durante la mummificazione, anche se gli esperti ne stanno ancora discutendo.
Le antiche tecniche di conservazione ancora poco chiare
La mummificazione dell’antico Egitto rimane una delle pratiche di conservazione più complesse della storia. I corpi venivano trattati con agenti essiccanti e avvolti con cura nella biancheria. L’obiettivo, a quanto pare, period la conservazione per l’aldilà.Alcuni ricercatori ritengono che siano stati utilizzati materiali specifici per rallentare il decadimento. Altri suggeriscono che anche i metodi rituali abbiano avuto un ruolo. Le ultime scansioni aggiungono più domande che risposte. La struttura interna dei resti mostra un accurato avvolgimento, ma anche variazioni tra gli individui.







