Da molti anni la comunità dei fisici è a conoscenza di un fatto spiacevole: all’interno di ogni buco nero deve esistere una singolarità, un punto in cui la forza gravitazionale diventa infinitamente potente e dove le leggi fisiche diventano inapplicabili. Una recente analisi teorica condotta da Francesco Di Filippo dell’Istituto di fisica teorica dell’Università Goethe di Francoforte, e pubblicata su Bodily Assessment Letters nell’aprile 2026, mette in dubbio questa thought.
Quando la carica e gli effetti quantistici si combinano
Lo studio di Di Filippo si occupa di un tipo unico di buchi neri, in particolare quelli dotati di carica elettrica, chiamati buchi neri di Reissner-Nordström. Nel contesto della relatività generale, esistono due tipi di possibili patologie all’interno di questi tipi di buchi neri: la presenza di una singolarità, dove la curvatura dello spazio-tempo si avvicina all’infinito, e quella dell’orizzonte di Cauchy, dopo il quale lo spazio-tempo non è più prevedibile. Tuttavia, attraverso le sue ricerche, Di Filippo ha dimostrato che la repulsione derivante dalla carica di un buco nero, insieme all’emissione della radiazione di Hawking, potrebbe risolvere entrambi i problemi contemporaneamente.
Perché questo è importante per la fisica
Tuttavia, ciò non è limitato ai soli buchi neri carichi. Secondo di Filippo lo stesso principio potrebbe essere esteso anche advert altri buchi neri presenti in natura. È importante sottolineare che l’intera ricerca si basa sulla teoria quantistica dei campi e non fa uso di modelli non testati come la teoria delle stringhe o la gravità quantistica a loop. Altri studi hanno indicato la possibilità di un effetto simile: la formazione di oggetti microscopici in seguito all’evaporazione di buchi neri privi di singolarità che potrebbero spiegare l’esistenza della materia oscura.










