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Il telescopio James Webb cattura rare impronte infrarosse di Io e Ganimede all’interno delle aurore di Giove

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Giove produce le aurore più forti del sistema solare. Queste caratteristiche brillano intensamente attorno ai suoi poli mentre le particelle energetiche si schiantano nell’atmosfera del pianeta gigante. Nuove osservazioni hanno ora rivelato che le lune di Giove possono disturbare questo spettacolo luminoso in modi inaspettati. Gli scienziati che utilizzano il James Webb Space Telescope (JWST) hanno identificato insolite “impronte fredde” che si formano all’interno delle aurore. Questo effetto è causato dall’interazione tra le lune e l’immenso campo magnetico di Giove.

I risultati suggeriscono che l’atmosfera del gigante gassoso reagisce istantaneamente all’attività che coinvolge le sue lune orbitanti. Tali interazioni producono modelli in rapida evoluzione della temperatura e della densità delle particelle cariche.

Le lune di Giove guidano potenti impronte aurorali attraverso le interazioni magnetiche

Secondo ricercatori Alla Northumbria University, gli scienziati che valutano i dati del James Webb Space Telescope hanno osservato che le quattro lune più grandi di Giove, Io, Europa, Ganimede e Callisto, influenzano in modo significativo l’ambiente magnetico del pianeta. Quando queste lune interagiscono con il campo magnetico di Giove, incanalano particelle cariche nell’atmosfera, creando impronte aurorali luminose direttamente collegate alle loro posizioni orbitali.

Io, il corpo vulcanicamente più attivo del sistema solare, emette grandi quantità di particelle cariche che formano il toro di plasma di Io attorno a Giove. Mentre le lune galileiane attraversano questo toro e il campo magnetico del pianeta, gli ioni vengono spinti nell’atmosfera, rafforzando ulteriormente le aurore.

Le osservazioni di Webb rivelano improvvisi punti freddi e rapidi aumenti di particelle nelle aurore di Giove

Analizzandone cinque immagini dal settembre 2023, gli scienziati hanno individuato una regione fredda sotto l’impronta aurorale di Io. Le temperature sono scese a 509°F, mentre la densità ionica è aumentata, raggiungendo quasi 45 volte superiore rispetto alle vicine regioni aurorali.

I ricercatori hanno scoperto che la temperatura e la densità delle particelle all’interno dell’impronta aurorale di Io sono cambiate in pochi minuti. Ciò indica la presenza di elettroni energetici instabili lungo le linee del campo magnetico di Giove e dimostra che l’atmosfera del pianeta risponde fortemente all’attività spaziale circostante.

Mentre la luna della Terra non influenza le nostre aurore, probabilmente lo fa Encelado, la luna di Saturno. Lo studio di tali interazioni aiuta gli scienziati a comprendere i modi profondi in cui i pianeti giganti e le loro lune si influenzano a vicenda.

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