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Hai sentito l’ira delle zone morte della rete? AT&T, T-Cell e Verizon si uniranno per salvarti presto

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Con una mossa insolita, i tre maggiori operatori wi-fi americani – AT&T, T-Cell e Verizon – hanno concordato in linea di principio di lavorare insieme su una nuova three way partnership volta a ridurre le zone morte wi-fi negli Stati Uniti. L’iniziativa si concentra fortemente sulla connettività satellitare e sulla tecnologia di comunicazione diretta al dispositivo (D2D), che potrebbe eventualmente consentire agli smartphone di rimanere connessi anche in aree dove le tradizionali torri cellulari non possono raggiungere.

Le aziende affermano che la partnership metterà in comune le risorse dello spettro e creerà una piattaforma condivisa progettata per migliorare la copertura nelle regioni rurali, nei parchi nazionali, nelle autostrade, nelle aree distant e nei luoghi colpiti da disastri naturali. Le partnership esistenti con i fornitori di servizi satellitari rimarranno in vigore, ma la nuova impresa mira a creare un ecosistema più unificato per la futura connettività cell basata sui satelliti.

La connettività satellitare sta diventando il prossimo grande campo di battaglia

L’industria delle telecomunicazioni ha trascorso anni a competere quasi interamente sulla copertura delle torri e sulla velocità del 5G. Ma le zone morte rimangono un grosso problema, in particolare nelle regioni distant e negli ambienti interni. Ciò ha spinto gli operatori verso la comunicazione by way of satellite tv for pc come la prossima grande frontiera.

Invece di fare affidamento esclusivamente sulle torri cellulari vicine, i sistemi satellitari direct-to-device consentono agli smartphone compatibili di connettersi direttamente ai satelliti in orbita. Inizialmente, questi sistemi si concentravano principalmente sulla messaggistica di emergenza e sulla comunicazione di base, ma le aziende stanno lavorando sempre più verso un supporto voce e dati più ampio.

Ciò che rende notevole questo annuncio è che AT&T, T-Cell e Verizon sono concorrenti. Nonostante ciò, tutti e tre gli operatori sembrano ora concordare sul fatto che l’eliminazione delle zone morte richiede una più ampia cooperazione tra reti di telecomunicazioni, fornitori di servizi satellitari e risorse di spettro.

Le aziende affermano inoltre che l’iniziativa potrebbe migliorare la resilienza della rete durante le emergenze e i disastri naturali, dove l’infrastruttura cellulare convenzionale spesso diventa inaffidabile.

Perché questo è importante per gli utenti

Per gli utenti, l’obiettivo a lungo termine è relativamente semplice: meno situazioni in cui i telefoni perdono improvvisamente e completamente il segnale. Se l’impresa avrà successo, i clienti potrebbero eventualmente mantenere la connettività mentre guidano attraverso autostrade distant, fanno escursioni in aree isolate, vanno in barca al largo o viaggiano attraverso regioni con infrastrutture deboli. La spinta potrebbe anche migliorare le capacità di comunicazione di emergenza nelle zone soggette a disastri.

L’annuncio segnala anche la rapidità con cui la connettività satellitare si sta spostando da tecnologia sperimentale a infrastruttura di telecomunicazioni tradizionale. Aziende come AST SpaceMobile, Starlink e i progetti satellitari sostenuti da Amazon stanno già correndo per espandere i servizi direct-to-device.

Cosa succede dopo

La three way partnership è ancora soggetta agli accordi finali e alle approvazioni normative, il che significa che l’implementazione su larga scala richiederà tempo. Gli normal tecnici, la condivisione dello spettro e l’integrazione satellitare devono ancora essere finalizzati tra i vettori e i loro associate.

Ciononostante, la partnership segna uno dei segnali più chiari che il futuro delle reti mobili potrebbe non dipendere più interamente dalle torri. Invece, la prossima fase di connettività potrebbe provenire da un sistema ibrido in cui le reti terrestri e satellitari lavorano insieme per mantenere i dispositivi on-line quasi ovunque.

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