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Sorelle gemelle danno la caccia a un padre ribelle nell’ispirato “Is God Is”

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La drammaturga Aleshea Harris fa un audace debutto cinematografico con l’adattamento cinematografico della sua opera teatrale vincitrice dell’Obie Award “Is God Is”, una straziante e bellissima fetta di neo-noir surrealista. La sua favola descrive due sorelle gemelle in viaggio di vendetta, che cercano di correggere i torti della loro prima infanzia per volere della madre separata e trovare un po’ di catarsi lungo la strada.

L’attrice vincitrice del Tony Award Kara Younger interpreta Racine, la gemella chiacchierona, dura e dura. Mallori Johnson interpreta sua sorella Anaia: timida, riservata ed “emotiva”, una descrizione che arriva come un insulto alla sua psiche. Harris ci presenta le ragazze in un flashback coloration seppia, i loro piccoli corpi vestiti con abiti coordinati, una testa appoggiata sulla spalla dell’altra. Hanno solo l’un l’altro.

Quando li raggiungiamo ai giorni nostri, i gemelli vivono una vita perfettamente sincronizzata, i loro movimenti ritmati, la loro comunicazione telepatica espressa sullo schermo con sottotitoli in caratteri di macchina da scrivere. Harris ci mostra anche le cicatrici di ustioni che si increspano sul braccio di Racine e sul viso di Anaia, la pelle ruvida che fa impallidire gli estranei, a cui Racine si scaglia sulla difensiva. Vivono in un silo per due, condividendo il loro dolore, ghiacciando le loro cicatrici. Sono connesse psichicamente, anche se sono due facce various della stessa medaglia, Racine arrabbiata, Anaia spaventata.

Ma i gemelli sono sconcertati e felicissimi di ricevere una lettera dalla loro madre scomparsa da tempo, Ruby (Vivica A. Fox), che è malata e coperta di ustioni a causa dello stesso attacco che ha sfregiato i loro corpi. Descrive loro la notte in cui il loro padre (Sterling Ok. Brown) l’ha cosparsa di benzina e ha acceso un fiammifero, e ha inviato le sue ragazze in una sanguinosa missione per vendicarsi di un uomo che non hanno mai incontrato.

Inizia così la loro ricerca lungo una strada rosso sangue nel cuore oscuro del padre, che li porta da quello che sembra essere il profondo sud al deserto occidentale. Tutto in questo mondo sullo schermo è accentuato, leggermente fuori posto ma del tutto plausibile (advert eccezione del corpo miserabile di Ruby, che brucia ancora dopo tutti questi anni). È pieno di personaggi stravaganti e coincidenze selvagge, ma lo sfondo degli abusi è fin troppo reale.

Le ragazze seguono una scia di lacrime verso Divine (Erika Alexander), una predicatrice carismatica ancora nella schiavitù carnale del suo tempo con il padre. La sua rubrica li conduce a Chuck Corridor (Mykelti Williamson), un avvocato cowboy che ha perso la lingua, ma ha ancora molto da dire e avvertimenti da dare. E poi trovano la loro immagine speculare al contrario: una coppia di gemelli (Xavier Mills e Justen Ross) felicemente sistemati in una lussuosa casa con piscina, la loro paurosa madre (Janelle Monáe) grondante di abiti e gioielli di lusso ma che cerca di scappare dalla sua gabbia dorata.

“Is God Is” non è il tipo di gioco tutti contro tutti che ti farà tifare a teatro. Piuttosto, è un classico noir in quanto il mondo intero che Harris presenta si sente infettato dalla violenza e dalla corruzione, precipitando verso un finale inevitabile, cupamente tragico.

Ma il viaggio è riccamente reso attraverso la sensibilità poetica di Harris. È sempre affascinante vedere come i talenti teatrali si adattano alla narrazione cinematografica, e Harris ha un occhio attento per le immagini sorprendenti (catturate dal direttore della fotografia Alexander Dynan) e un acuto senso del ritmo, espresso nel montaggio di Jay Rabinowitz. La colonna sonora percussiva di Joseph Shirley e Moses Sumney lo sottolinea e conferisce all’intero movie un’atmosfera inquietante e curiosa, conferendo un senso di irrealtà.

Ma è Younger a richiedere la massima attenzione. La sua interpretazione focosa e affascinante risplende sullo schermo ed è un ruolo cinematografico di successo per l’acclamato attore teatrale. Mentre Johnson detiene il centro emotivo, Younger è avvincente nel ruolo del gemello che arde troppo intensamente per questo mondo, infuriandosi contro la forza del male che è suo padre, interpretato da Brown in un registro davvero terrificante che non abbiamo mai visto prima.

Ugualmente incantevole e inquietante nella sua miscela unica di realismo magico e sociale, “Is God Is” è un annuncio audace e molto elegante di un nuovo talento cinematografico in Harris, a cui è stato permesso di esprimere pienamente una visione senza compromessi e interamente sua. È raro che a un artista venga information tanta libertà di creare un’opera singolare, ancora più raro assistere alla nascita di una nuova voce che risuona con story chiarezza sullo schermo.

Katie Walsh è una critica cinematografica del Tribune Information Service.

“Dio è”

Valutato: R, per violenza e linguaggio forti/sanguinosi

Tempo di esecuzione: 1 ora e 39 minuti

Giocando: Apre venerdì 15 maggio in ampia versione

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