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“Il mago del Cremlino” romanza la voce all’orecchio di Putin, guidando la sua ascesa al potere

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La tela del francese Olivier Assayas è altamente personale (“Suspended Time”) o delirantemente globale (“Carlos”). Può essere difficile definirlo come regista, tranne quando il materiale lo trattiene, come dimostra il pezzo di teatro politico, a intermittenza ma esagerato, “Il mago del Cremlino”.

Prendendo spunto dall’omonimo romanzo di Giuliano da Empoli, su un manipolatore dietro le quinte di nome Vadim Baranov che aiuta a orchestrare l’ascesa al potere del chief russo Vladimir Putin, Assayas e il co-sceneggiatore e giornalista Emmanuel Carrère hanno modellato un vorticoso movie biografico sull’ombra dello zarismo del 21° secolo che fonde la storia vera (Jude Legislation è Putin) e una inventata (Paul Dano è Baranov) con tutte le l’energia della saggezza col senno di poi di un’epopea vecchia scuola che drammatizza come le cose sono diventate.

Il problema, però, dall’inquadratura cliché dell’intervista (Jeffrey Wright interpreta un giornalista americano in visita al Baranov in pensione nella sua tenuta) alla struttura dei flashback noiosamente narrati, è che il movie non vive e respira mai nei suoi momenti messi insieme, preferendo essere un implacabile competition di discorsi da un paese all’altro in cui i personaggi esprimono opinioni come se fossero pienamente consapevoli dell’period consequenziale in cui si trovano, pienamente pronti a spiegarla.

Ciò non si applica a Legislation spaventosamente bravo, che sfrutta al meglio una parte di giocatore in primo piano curiosamente sottoscritta. Quando viene messo al centro della scena, il suo Putin comanda, ricordandoci il vero potere sinistro nella stanza. Ma tutti gli altri ne “Il mago del Cremlino” sono prima il portavoce, poi il personaggio. L’allontanamento della Russia post-Guerra Fredda dalla goffa democrazia è una svolta degli eventi affascinante quanto lo è la geopolitica, ma è stata ridotta a una lunga lezione sul potere, divisa in successi temporali (dalla nascente cleptocrazia di Eltsin al violento allarmismo di Putin) e parti parlate fatte di aforismi e commenti. (“Se non prendi il potere, il potere prende te” oppure “La Russia ha sempre avuto bisogno di un uomo forte”, ecc.)

Il personaggio di Baranov simile a Zelig – inteso come un avatar liberalizzato per lo stratega della cerchia ristretta Vladislav Surkov – è un interessante combine di cinismo e opportunità. Passa dall’essere un idealista che dirige un teatro d’avanguardia all’affinare le sue capacità di manipolazione realizzando actuality TV e infine aiutando un esperto magnate degli affari (Will Eager nei panni di Boris Berezovsky) a trasformare Putin in un politico appetibile e malleabile per un elettorato affamato di stabilità. Ma quando il freddo desiderio dell’ex capo delle spie di riportare la Russia alla gloria imperiale diventa vendicativo e bellicoso, i principi di Baranov lasciano il posto a un impulso spietato.

Se solo il gravemente infelice Dano avesse avuto il peso di vendere questo tour guidato della corruzione – un ruolo che avrebbe potuto essere nella vena di uno dei carismatici narratori motormouth di Scorsese. Affettuosamente silenzioso e cospiratorio in quasi ogni scena, con il suo accento ripensato, l’attore normalmente evocativo si presenta più come un cattivo di Bond in formazione di una sola nota che come qualcuno la cui intelligenza e complessità sono destinate a intrigare. C’è anche poca chimica nelle sue scene con Alicia Vikander, lei stessa che lotta per trovare una dimensione in una fidanzata trofeo, la cui più grande abilità in una Russia in continua evoluzione sembra essere quella di sussurrare un oligarca.

Mentre “Wizard” procede a tutta velocità, contento di essere senza meta sprezzante e sciatto, è difficile non ricordare il “Carlos” di Assayas, molto più raffinato e di successo, e come questo sforzo sembri una miniserie troncata, priva di sfumature ed emozioni. È delineato per una scrematura cinica piuttosto che per una considerazione psicologica più profonda.

“Il mago del Cremlino”

Valutato: R, per linguaggio, materiale sessuale, nudità grafica, violenza e un’immagine macabra

Tempo di esecuzione: 2 ore e 16 minuti

Giocando: Apre venerdì 15 maggio in versione limitata

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