Thangka, radicata nel buddismo tibetano, è una pratica spirituale disciplinata, governata da rigide regole iconografiche. | Credito fotografico: accordo speciale
La prima cosa che mi colpì a Bhaktapur, in Nepal, fu il silenzio: non l’assenza di suoni, ma una sorta di silenzio reverenziale che si stabiliva sui vicoli di mattoni e sui cortili dei templi. Period il tipo di quiete che preparava a ciò che si nascondeva dietro le modeste porte di legno: mondi dentro mondi, dipinti con devozione, disciplina e pazienza.
Una delle mie esperienze più memorabili in questo sito patrimonio mondiale dell’UNESCO è stata quella di frequentare i laboratori di artisti thangka – alcuni appena 18enni, altri ben oltre i 70 e gli 80 anni – che hanno trascorso la vita praticando una forma d’arte che è tanto una ricerca spirituale quanto un’espressione visiva. Volare tra questi studi, testimoniare lo svolgersi di tradizioni secolari è stato profondamente coinvolgente.
Pubblicato – 5 maggio 2026 17:37 IST











