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Artisti vari: recensione di Asili ya Mama – Le registrazioni sul campo della Tanzania raccontano storie di donne con un trillo energetico

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FIl collezionismo di canzoni d’olk da parte di donne ha una storia illustre, ma anche un presente emozionante, come dimostra questo set di 10 energiche registrazioni sul campo della Tanzania. Messo insieme dalla documentarista Ruth Ndeto e dal musicista Msafiri Zawose (fratello di Pendo dei brillanti Zawose Queens e figlio del defunto pioniere del people Hukwe), Asili ya Mama (Origin of Mom) mette in mostra l’invenzione ritmica, melodica e armonica delle donne Wagogo, Waluguru e Wasambaa. Qui ci sono canzoni che hanno “portato la cultura e la musica nella vita di tutti i giorni”, dicono le be aware di copertina, anche se raramente sono state ascoltate al di fuori delle loro comunità.

Quasi in contrappunto al gracidio degli uccelli di passaggio, una vivace cantante dà il through alla traccia di apertura dell’album, Baba Mwenda, una canzone narrativa che mette in guardia contro l’avidità. Altre donne si uniscono a lei all’unisono, così come i tradizionali shaker e i tamburi di latta, con una sfida frizzante e giocosa. Segue la canzone nuziale Chamsola, guidata dal suono risonante di un tamburo mheme e da armonie piene di scintillante opacità, come un mare blu notte, poi Chamwiloa, una canzone dal ritmo serrato sull’unione formale delle famiglie dopo il matrimonio, che corre verso la sua conclusione con intensità percussiva.

L’opera d’arte per Asili ya Mama. Fotografia: immagine pubblicitaria

Il canto di chiamata e risposta registrato nei cortili, nelle case e negli spazi aperti del villaggio è contagioso, così come lo sono i trillanti assoli vocali e gli squilli del flauto ngangafirimbi, che fungono da scintillante punteggiatura. I temi delle canzoni sono espressi con forza anche attraverso la loro efficiency. In Kuku Mnywa Maji, una canzone sull’amore e la compagnia, voci e strumenti sono intrecciati insieme in strette ripetizioni, mentre in Mlembwe, una canzone sulla comprensione delle esperienze di vita degli altri, strati di armonia più profondi sono costruiti come pietre fondamentali. In questa e nella traccia finale piena di shaker, Sunyunize, sentiamo anche donne che guidano uomini, espressioni ora registrate, archiviate e condivise ampiamente, estendendo il loro meraviglioso potere.

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Il fantasma di Bert Jansch aleggia maestoso Sam Grassie‘, The place Two Hawks Fly (Broadside Hacks). Non è pastiche, ma l’autorità di Jansch riecheggia nella coraggiosa interpretazione di Grassie di canzoni come Burning of Auchindoun e nelle sue chitarre arrangiate in modo intricato. Anche i legni di Orchy Falls e Kishor’s suonano affascinanti. Jim Moray festeggia 25 anni nel mondo del people tradizionale vestendosi da orso di paglia di Whittlesea con in mano una chitarra elettrica nel suo ottavo album, Gallants (Managed Decline). La sua voce audace e brillante è particolarmente efficace nella canzone delle Shetland After I Was a Little Boy, guidata da sub-basso e batteria lunatici, e dalla spavalderia alla Wilco di American Stranger. Suonatore di clàrsach e cantante people scozzese Anna McLuckieThe Little Winters (Hudson Information) di The Little Winters offre anche 10 tonificanti fulmini di luce gelida. Particolarmente pungenti e sublimi sono New Northern Lullaby, un originale di McLuckie, e The Darkish Island, una bella svolta su una composizione del musicista tradizionale scozzese Iain McLachlan.

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