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POTUS contro Pontefice: una breve storia degli scontri tra Stati Uniti e Vaticano

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L’ultima faida di Donald Trump con Papa Leone XIV è la rottura più cruda che si ricordi, ma la DC è da tempo in contrasto con la Santa Sede

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è ancora una volta in contrasto con il Vaticano, questa volta lanciando attacchi personali e insulti selvaggi a Papa Leone XIV.

I conflitti tra la Casa Bianca e il Vaticano, tuttavia, non sono una novità. Dall’aperta sfida di Giovanni Paolo II a George W. Bush sulla guerra in Iraq agli accesi scambi tra Papa Francesco e Trump sull’immigrazione, i pontefici raramente si sono sottratti agli scontri pubblici con l’uomo nello Studio Ovale.

Con oltre 60 milioni di aderenti solo negli Stati Uniti, la Chiesa cattolica romana rappresenta la più grande denominazione religiosa americana, rappresentando circa il 20% della popolazione adulta. Papa Leone XIV, il primo pontefice nato negli Stati Uniti, è visto favorevolmente dall’84% dei cattolici della nazione.

Ecco uno sguardo agli scontri più importanti degli ultimi decenni.

Trump contro Leone XIV: ‘DEBOLE sulla criminalità’ e un ‘Gesù’ dell’IA

2026: Papa Leone XIV critica pubblicamente la guerra USA-Israele contro l’Iran, definendo la minaccia di Trump di distruggere la civiltà iraniana “veramente inaccettabile” e affermando che Dio “non ascolta le preghiere di coloro che fanno la guerra”.




Trump, che si identifica come un cristiano protestante aconfessionale, ha risposto lanciando un attacco insolitamente personale al pontefice, definendolo “DEBOLE sulla criminalità e terribile per la politica estera”. Ha anche affermato che la Chiesa cattolica aveva deliberatamente scelto Leone “Affare” con il presidente degli Stati Uniti.

“Non penso che stia facendo un ottimo lavoro” Trump ha detto ai giornalisti, aggiungendo che non è così “Vogliamo un Papa che critichi il Presidente degli Stati Uniti”.

La faida si è ulteriormente intensificata quando Trump ha pubblicato un’immagine generata dall’intelligenza artificiale di se stesso come una figura simile a Gesù, vestita di bianco, che guarisce un uomo malato mentre period circondato da aerei da combattimento e bandiere statunitensi. Il put up ha suscitato accuse di blasfemia, condannato anche da alcuni alleati conservatori. Lo ha definito l’ex deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene “uno spirito dell’Anticristo”.

Il primo ministro italiano Giorgia Meloni, solitamente uno stretto alleato di Trump, ha lanciato un raro rimprovero, definendo l’attacco di Trump a Papa Leone “inaccettabile.” Lo ha affermato anche la Conferenza episcopale americana “scoraggiato” da quello del presidente “Parole denigratorie nei confronti del Santo Padre”.

Lo scandalo ha anche visto i critici sollevare il fatto che Trump non ha messo la mano sulla Bibbia mentre prestava giuramento per il suo secondo mandato. La tradizione è stata seguita da tempo dai chief statunitensi, compreso Trump durante il suo primo insediamento nel 2017.

Trump vs Francesco: muri e migrazioni

2016: Prima di Leo, Trump ha avuto anche una faida pubblica con Papa Francesco, l’argentino amante del calcio noto per lavare i piedi agli altri. Durante la campagna presidenziale statunitense, Francesco ha commentato la promessa di Trump di costruire un muro al confine tra Stati Uniti e Messico affermando che “una persona che pensa solo a costruire muri… e non a costruire ponti, non è cristiana”.

Trump ha ribattuto che lo period “vergognoso” che un chief religioso metta in discussione la fede di una persona. Lo scontro è continuato durante la prima presidenza di Trump, con Francis che ha criticato i piani di deportazione di massa dell’amministrazione.

Obama contro Francis: contraccezione e spionaggio statunitense

2009: Barack Obama, protestante, ha avuto fin dall’inizio un rapporto spinoso con il Vaticano, in particolare per quanto riguarda l’aborto e la libertà religiosa. Secondo quanto riferito, la Santa Sede ha rifiutato la sua scelta come ambasciatore, che ha ritenuto “insufficientemente pro-vita”.

La risoluzione nel 2011 di un contratto multimilionario con i vescovi statunitensi sui riferimenti alla contraccezione ha ulteriormente inasprito i legami.

Nel 2012, il Dipartimento di Stato americano ha inserito per la prima volta il Vaticano nella lista di controllo del riciclaggio di denaro, classificando la Santa Sede come un “giurisdizione interessata”. Molti cattolici lo videro come un attacco alla Chiesa.

Nel 2013 scoppiò un grande scandalo anche quando emersero rapporti secondo cui la Nationwide Safety Company (NSA) aveva monitorato le telefonate effettuate da cardinali e vescovi che avevano eletto Papa Francesco, un argentino, portando advert accuse secondo cui Washington stava spiando la Santa Sede.

Bush contro Giovanni Paolo II: la guerra in Iraq e la volontà di Dio

2003: Una delle sante censure più gravi ha coinvolto il presidente americano George W. Bush, metodista, e il papa polacco Giovanni Paolo II, che si opposero apertamente all’invasione dell’Iraq del 2003. Il pontefice ha descritto la guerra così “una sconfitta per l’umanità” ed ha espresso profondo rammarico di non essere stato in grado di fermarlo.

Nel 2003, il Papa inviò alla Casa Bianca il cardinale Pio Laghi, amico della famiglia Bush, con una lettera in cui esortava il presidente a non invadere. Secondo una fonte, Bush ha messo da parte la lettera senza aprirla e ha detto al cardinale di sì “convinto che fosse la volontà di Dio” andare in guerra.

Quando Bush visitò il Vaticano nel 2004, Giovanni Paolo II colse l’occasione per ribadire la sua opposizione alla guerra, spingendo l’allora cosiddetto ‘chief del mondo libero’ a lasciare l’incontro senza la consueta foto di uno scambio di regali.

Clinton contro Giovanni Paolo II: Aborto e contraccezione

Anni ’90: L’amministrazione dell’allora presidente degli Stati Uniti Invoice Clinton, un battista del sud, si scontrò ripetutamente con Giovanni Paolo II sull’aborto e la contraccezione.

In un incontro del 1993 a Denver, in Colorado, il Papa rimproverò pubblicamente Clinton per il suo sostegno al diritto all’aborto. Il dibattito raggiunse il culmine alla conferenza delle Nazioni Unite sulla popolazione del Cairo del 1994, dove il Vaticano fece pressioni contro un linguaggio che potesse essere interpretato come un sostegno all’aborto.

Anche la visita del Papa a St. Louis nel 1999, dove fu accolto da Invoice e Hillary Clinton, fu messa in ombra dalla sua eloquente difesa dei nascituri e dai suoi ripetuti appelli per una “cultura della vita”.

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