Un’indagine in corso a Milano su un presunto giro di prostituzione ha portato al centro dell’attenzione il calcio italiano, con rapporti secondo cui più di 60 attuali ed ex giocatori di Serie A sono comparsi come clienti nei materiali del caso, mentre le autorità hanno confermato che nessuno dei calciatori è indagato. L’indagine, guidata dalla Guardia di Finanza italiana, è incentrata su una società di promozione di eventi illegali con sede a Milano accusata di organizzare incontri di alto livello che includevano l’accesso a escort, droga e servizi di vita notturna per clienti facoltosi.
Dettagli delle indagini e arresti
Secondo numerosi resoconti dei media italiani, incluso La Gazzetta dello Sport e copertura a cui fa riferimento Marcala società operava a Milano e offriva quelli che venivano descritti come “eventi di lusso all-inclusive” a personaggi di alto profilo. Gli investigatori hanno sequestrato circa 1,2 milioni di euro (circa 13,2 milioni di rupie) legati all’operazione e quattro persone sono state arrestate dopo mesi di sorveglianza. I pacchetti includevano soggiorni in lodge, feste in discoteca, accompagnatori e l’uso del protossido di azoto, comunemente chiamato fuel esilarante, illegale per uso ricreativo in Italia. Secondo quanto riferito, gli eventi si sarebbero svolti sia a Milano che sull’isola greca di Mykonos. Secondo la legge italiana, la prostituzione in sé non è un reato, ma trarre profitto dalla prostituzione è illegale, motivo per cui l’indagine si concentra sugli organizzatori piuttosto che su quelli indicati come clienti.
Intercettazioni e show raccolte
Il caso è stato costruito in parte attraverso le comunicazioni intercettate raccolte durante le indagini. In una intercettazione citata nelle cronache, una persona cube: “C’è un mio amico, pilota di Formulation 1… che stasera viene a Milano, vuole una ragazza”. In un altro scambio, si sente una donna dire a un collega che potrebbe essere incinta dopo uno degli incontri e gli chiede di recuperare i file della chat per confermare la knowledge. Anche altre conversazioni intercettate facevano riferimento all’uso di fuel esilarante durante questi incontri. Le autorità hanno confermato che la Procura di Milano sta analizzando i dispositivi sequestrati agli arrestati, con la ricerca di parole chiave che fanno parte dell’esame delle show.
Nomi che compaiono nelle indagini
L’elenco dei nomi collegati all’inchiesta è stato riportato da Il Giornale e ANSA, seguito poi dal Corriere dello Sport e Tuttosport. Secondo quanto riferito, nell’inchiesta della Procura sarebbero apparsi dai 65 ai 70 cognomi di calciatori come parole chiave o riferimenti nelle comunicazioni, con giocatori legati a membership tra cui Inter, Milan, Juventus, Atalanta, Lazio, Hellas Verona, Monza e Como.Tra i nomi citati ci sono:
- Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter
- Achraf Hakimi, ex terzino dell’Inter
- Rafael Leao, attaccante del Milan
- Olivier Giroud, attaccante francese e attaccante del Milan
- Dusan Vlahovic, attaccante della Juventus
- Philippe Coutinho, ex centrocampista del Liverpool
- Arthur Melo, centrocampista della Juventus
- Daniel Maldini, centrocampista dell’AC Milan e figlio del leggendario difensore italiano Paolo Maldini
Altri cognomi elencati includono Cancellieri, Huijsen, Mota Carvalho, Niasse, Petagna, Ranocchia, Ruggeri, Skriniar, Vicario e Zortea.Altri nomi citati per intero includono Soualiho Meite, Nuno Tavares e Carlos Augusto.Ulteriori menzioni nei report includono Bellanova, Calafiori, Bisseck, Pinamonti, Ricci e Scamacca, con collegamenti con membership come Atalanta, Lazio e Inter, mentre riferimenti legati alla Juventus compaiono anche attraverso nomi come Vlahovic e Arthur Melo.Report separati hanno inoltre rilevato che uno dei recenti acquisti del Actual Madrid è stato menzionato nel più ampio pool di nomi, sebbene nessun individuo specifico sia stato formalmente identificato nel materiale citato.Anche l’ex centrocampista di Inter e Lazio Dejan Stankovic avrebbe avuto contatti con una delle persone arrestate in otto occasioni. Le autorità hanno anche notato che tra le persone citate figurano un pilota di Formulation 1 e alcuni giocatori di hockey, anche se il nome del pilota non è stato fatto.
Risposte e chiarimenti dei giocatori
Alcune persone citate nei rapporti hanno preso pubblicamente le distanze dal caso.Rafael Leao, attaccante del Milan, ha dichiarato: “Ci tengo a precisare che sono completamente estraneo ai fatti oggetto di indagine. Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato”.Separatamente, l’avvocato che rappresenta Riccardo Calafiori, difensore internazionale dell’Italia, ha precisato che il nome del suo cliente non figura in nessun documento ufficiale relativo alle indagini.
Natura del coinvolgimento e posizione giuridica
Le autorità italiane hanno chiarito che i calciatori nominati non sono indagati. L’inclusione dei nomi si basa su menzioni in telefonate, messaggi o come parole chiave di ricerca all’interno del materiale sequestrato e non dimostra la partecipazione advert attività illegali. I pubblici ministeri non hanno confermato quali individui, se ce ne sono stati, hanno pagato per servizi sessuali. “Le ragazze sono state totalmente adempienti, quindi non c’è violenza; dagli atti delle indagini non sono emerse show di violenza”, ha spiegato la Guardia di Finanza, che aggiunge: “Purtroppo non si tratta di reato, non è classificabile come story”.
Come funzionava la rete
Secondo La Gazzetta dello Sport, l’organizzazione organizzava serate in cui le donne venivano invitate a fare sesso in cambio di denaro con i clienti, molti dei quali venivano descritti come individui di alto profilo, tra cui calciatori professionisti. Secondo quanto riferito, la rete ha trattenuto almeno il 50% dei pagamenti, mentre il resto è stato distribuito alle donne, che sono state pagate dagli organizzatori piuttosto che direttamente dai clienti. Una donna coinvolta nell’operazione ha detto: “Ho tenuto il 10% del tavolo di quel calciatore che ha speso tremila, e lo stesso con i giocatori di hockey”. I rapporti indicano che più di 100 donne, sia italiane che straniere, sono state coinvolte in questi eventi, lavorando come escort, modelle, hostess o compagne di tavola.
Stato attuale del caso
L’indagine è ancora in corso e la Procura di Milano sta proseguendo l’analisi dei dispositivi e delle comunicazioni sequestrate. Sebbene il caso abbia attirato l’attenzione diffusa a causa del numero di nomi di alto profilo menzionati, le autorità hanno mantenuto una chiara distinzione tra coloro che sono sotto indagine, gli organizzatori, e coloro citati nel materiale, che attualmente non affrontano alcuna azione legale.













