Questa immagine viene utilizzata solo a scopo rappresentativo. | Credito fotografico: l’indù
Secondo una dichiarazione giurata del 2023 depositata dal Ministero degli Affari Interni (MHA) presso la Corte Suprema, una delle ragioni principali dietro il ritardo nell’acquisizione di terreni per erigere recinzioni lungo il confine con il Bangladesh nel Bengala occidentale è stata la politica seguita dall’ex governo del Trinamool Congress.
L’MHA, attraverso una dichiarazione giurata, aveva informato la Corte Suprema che il governo del Bengala Occidentale non aveva adottato il diritto all’equo compenso e alla trasparenza nell’acquisizione di terreni, riabilitazione e reinsediamento (LARR Act), 2013, in base al quale il governo può prendere possesso di qualsiasi terreno necessario per uno scopo pubblico.

L’allora ministro degli Interni dell’Unione Ajay Kumar Bhalla, nella dichiarazione giurata, ha dichiarato: “Il governo del Bengala occidentale segue una politica di acquisto diretto di terreni molto più lenta e complessa anche per progetti di sicurezza nazionale come la recinzione dei confini. A causa della mancata collaborazione da parte del governo statale per quanto riguarda la risoluzione di vari problemi di acquisizione dei terreni, si sono verificati notevoli ritardi nell’acquisizione della terra necessaria, impedendo così il tempestivo completamento della recinzione nel Bengala occidentale lungo il confine indo-bangladesh, che è un progetto vitale per la sicurezza nazionale”.
L’11 maggio, subito dopo aver assunto il potere nello Stato per la prima volta, il governo del Bharatiya Janata Social gathering (BJP) ha annunciato di aver deciso di trasferire la terra alla Border Safety Power (BSF) entro i prossimi 45 giorni.

Secondo le dichiarazioni presentate dinanzi all’Alta Corte di Calcutta a gennaio, il governo del Bengala occidentale aveva consegnato alla BSF oltre 78 km di territorio di confine negli ultimi tre anni, mentre 121 km di lunghezza del confine dovevano ancora essere trasferiti. Dei 285,25 km di lunghezza del confine richiesti dalla BSF attraverso i nove distretti, tra cui Nadia, North 24 Parganas, Murshidabad, Malda, Dakshin Dinajpur, Darjeeling, Jalpaiguri e Cooch Behar, il Gabinetto dello Stato aveva dato l’autorizzazione per 256 km.
I dati presentati alla corte hanno mostrato che l’acquisto del terreno, che misurava circa 269 acri lungo 48,49 km di confine, period stato completato ma doveva ancora essere consegnato alla BSF. L’acquisto e l’acquisizione di circa 1.156 acri rimanevano in sospeso, come dimostrano ulteriormente i dati.

Durante l’udienza di una controversia di interesse pubblico, l’Alta Corte di Calcutta ha chiesto consiglio allo Stato e al governo dell’Unione “in merito all’applicabilità e alla fattibilità dell’acquisizione invocando la Sezione 40 della legge del 2013”.
La sezione 40 della legge del 2013, “in casi di urgenza”, consente al governo competente di prendere possesso di qualsiasi terreno necessario per uno scopo pubblico. La lunghezza totale del confine tra Indo e Bangladesh nel Bengala occidentale è di 22.16,7 km, di cui 1.647.696 km sono già stati coperti da recinzione.
L’anno scorso l’MHA ha informato il Parlamento che dei restanti 569.004 km, che devono ancora essere coperti dalla recinzione e da altri lavori infrastrutturali di frontiera, 112.780 km non sono fattibili per la recinzione e 456.224 km sono fattibili per la costruzione di recinzioni e lavori correlati.
Pubblicato – 13 maggio 2026 02:25 IST












