Al centro della denuncia della PBCMS c’è il continuo mancato pagamento degli stipendi e delle quote legali, compresi i fondi di previdenza e le mance, a migliaia di lavoratori delle piantagioni di tè, in diretta violazione della legge e delle ripetute indicazioni dei tribunali. File | Credito fotografico: ANI
Evidenziando quello del governo mancata tutela dei diritti dei lavoratori delle piantagioni di tè, il Paschim Banga Cha Majoor Samity (PBCMS), un sindacato apolitico che rappresenta questi lavoratori nel Bengala occidentale, ha cercato un intervento internazionale presentando una rappresentanza presso l’Organizzazione internazionale del lavoro.
“Questa rappresentazione documenta un persistente e deliberato fallimento del governo nel garantire il rispetto degli obblighi internazionali vincolanti previsti dalle Convenzioni ILO ratificate, comprese quelle che vietano il lavoro forzato, impongono la parità di retribuzione, vietano la discriminazione e proteggono i diritti delle popolazioni indigene e tribali, tra gli altri”, ha affermato la PBCMS in una nota.
Pubblicato – 2 maggio 2026 22:42 IST












