Il Museo di Storia Naturale di Londra ha scoperto una specie di celacanto precedentemente sconosciuta da resti fossili risalenti a circa 150 anni fa (Macropoma gombessae). Il nuovo celacanto è importante perché aiuta a colmare un enorme divario evolutivo di circa 50 milioni di anni per i celacanti, uno dei “fossili viventi” più riconosciuti al mondo.Secondo lo studio pubblicato dall’Università di Portsmouth, il fossile è stato rivalutato dall’ex studente di paleontologia dell’Università di Portsmouth Jack L. Norton mentre esaminava collezioni storiche che stava già studiando da diversi anni. Per esplorare l’anatomia interna di questo antico fossile di celacanto senza distruggerlo, i ricercatori dell’Università di Portsmouth e del Museo di Storia Naturale hanno utilizzato la tecnologia avanzata di tomografia computerizzata a raggi X (XCT) per esaminare le strutture interne del fossile di celacanto in un modo mai fatto prima. Questa scoperta sottolinea l’enorme potenziale scientifico esistente nelle collezioni dei musei di tutto il mondo e fornisce un’ulteriore prova di come le moderne innovazioni tecnologiche possano cambiare il modo in cui vediamo i gruppi antichi e mostrarci le complessità dei processi evolutivi che sono passati inosservati sotto i nostri nasi per ben oltre il secolo scorso.
Scoperta di a nuove specie di celacanto da un fossile di 150 anni
Come notato dall’Università di Portsmouth, un esemplare chiamato Macropoma gombessae è stato scoperto nella Formazione Gault dell’Inghilterra meridionale, risalente al Cretaceo inferiore. Questo fossile è rimasto per più di 150 anni in bella vista nella collezione di un museo fino a quando non è stato recentemente scoperto che è un anello mancante nella famiglia dei Latimeriidae (cioè i moderni celacanti). Gombessa, il nome comoriano del moderno celacanto usato dai pescatori locali, è da dove deriva il nome.
Una scoperta rivoluzionaria con la tomografia computerizzata a raggi X
Il campione è stato identificato utilizzando una tecnica chiamata tomografia computerizzata a raggi X (XCT), che consente agli scienziati di esaminare il campione senza danneggiarlo, creando un’immagine tridimensionale del campione e visualizzandone le caratteristiche interne in alta definizione. Il fossile è stato poi confrontato direttamente con esemplari simili di generi diversi e si è scoperto che possedeva caratteristiche anatomiche sufficientemente distinte per classificarlo come una nuova specie. Ciò ha fornito anche un campione della storia evolutiva dei celacanti.
Rivelazione dell’anatomia interna con l’imaging avanzato
I ricercatori hanno utilizzato la tomografia computerizzata a raggi X (XCT) per rianalizzare il fossile (metodo di non distruzione) tramite la visualizzazione tridimensionale del materiale e delle strutture interne del campione; potrebbero quindi eseguire analisi comparative su questo esemplare con lignaggi noti per verificare qualsiasi caratteristica anatomica unica di questo esemplare in relazione advert altri fossili; questi risultati hanno indicato che questo fossile rappresentava una nuova specie di celacanto e ha contribuito a comprendere la sua storia evolutiva.











