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Recensione della serie “Glory”: Karan Anshuman fa luce sull’oscurità attorno al sogno olimpico

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Gloria si adatta perfettamente a quel popolare modello OTT in cui un omicidio o un giallo funge da punto di ingresso, ma il vero obiettivo è rimuovere gli strati di una società specifica, le sue pressioni, disfunzioni e realtà culturali.

COME Kohrra si allontana dal paesaggio mentale, Karan Anshuman ci porta nella vicina Haryana e racconta una storia sulla cultura della boxe radicata nel patriarcato che sottolinea lo stato prospero. Karan, noto per aver esposto il ventre del cricket Bordo interno e le lotte per il potere Mirzapurfonde dramma sportivo e thriller poliziesco in un sapore rustico per raccontare una storia avvincente dagli esiti irregolari.

La misteriosa morte di un promettente candidato alla boxe olimpica e una brutale aggressione al suo interesse amoroso danno il by way of alle cose a Shaktigarh, un centro di boxe nell’Haryana modellato su Bhiwani, la “mini-Cuba” come la chiamano i pugili.

Ciò che segue non è solo uno sguardo su chi è stato, ma un’esplorazione del brutale ecosistema attorno alla boxe. Partendo dall’implacabile ambizione dei genitori e dal peso delle aspettative sui giovani atleti, la narrazione mette in risalto le fratture familiari, la mascolinità tossica e l’thought distorta di onore, per mappare il costo della caccia alla gloria.

Divyenndu Sharma nel ruolo di Devinder Singh, Vishal Vashishtha nel ruolo di Arvind, Pulkit Samrat nel ruolo di Ravi in ​​

Divyenndu Sharma nel ruolo di Devinder Singh, Vishal Vashishtha nel ruolo di Arvind, Pulkit Samrat nel ruolo di Ravi in ​​’Glory’ | Credito fotografico: Frank Ahalpara e Anu Pattnaik/Ne

La brutale aggressione alla sorella Gudiya (Jannat) costringe due fratelli separati, Dev (Divyenndu) e Ravi (Pulkit Samrat), a tornare a casa. Si confrontano con il padre rigido e ossessionato dalle medaglie, Raghubir Singh (Suvinder Vicky), un rinomato ma prepotente allenatore di boxe la cui incessante ricerca del successo olimpico ha a lungo fratturato la famiglia.

Raghubir aveva riposto tutte le sue speranze in Nihal, ma il suo omicidio cambia le carte in tavola e dà al suo membership rivale, guidato da Viju Sangwan (Ashutosh Rana), l’opportunità di rivendicare il posto olimpico. Nel frattempo, l’indagine rivela i mali sociali che si celano dietro l’orgoglio di casta. La moglie dell’ispettore in carica (Kashmira Pardeshi) risulta essere una sposa comprata dal Bihar per superare la proporzione tra i sessi e l’umiliazione sociale. Con la sua autostima venduta, nutre rancore. I chief della comunità giustificano la pratica dei delitti d’onore per mantenere la composizione genetica disinfettata. C’è un capo khap (Yashpal Sharma), un docile agente di polizia (Zakir Hussain) e una appariscente mafia mineraria (Sikandar Kher) in agguato agli angoli dell’anello centrale, che si aggiunge alla lista dei sospettati.

Gloria (hindi)

Direttore: Karan Ansumano, Karmanya Ahuja

Lancio: Suvinder Vicky, Divyenndu, Pulkit Samrat, Kashmira Pardeshi, Yashpal Sharma, Ashutosh Rana, Zakir Hussain, Jannat Zubair

Episodi: 7

Trama: Nel centro della boxe di Haryana, due fratelli separati si riuniscono con il loro formidabile padre allenatore dopo l’omicidio di una promettente speranza olimpica e la brutale aggressione alla sorella, che li ha trascinati in una rete pericolosa.

Suvinder Vicky e Pulkit Samrat formano una coppia interessante. Mentre Pulkit tende advert essere più espressivo e gradito al pubblico, Suvinder offre un’intensità più interiorizzata e radicata. Divyenndu, nel ruolo del fratello maggiore che detesta la natura aggressiva di questo sport, nasconde un’anima tenera sotto quell’aspetto cinico e vendicativo. Munna di Mirzapur si rifiuta di lasciare andare il talentuoso attore e, nonostante i suoi migliori sforzi, di lui ne rimane l’ombra Mirzapur lo segue anche sul nuovo fronte. Non è una brutta cosa, ma in presenza di un camaleonte assoluto come Suvinder, entrambi i ragazzi sembrano più performanti, quasi teatrali quando si tratta di affrontare i problemi del papà. Forse Karan vuole creare un contrasto, ma diventa sorprendentemente ovvio man mano che la serie avanza.

Sebbene la rivelazione centrale sia veramente rivelatrice, Gloria alla tremendous si ritira dai rischi sovversivi promessi dal suo atto di apertura. Che sia per autocensura o per mancanza di convinzione narrativa, la serie scambia il suo aspetto iniziale con una risoluzione sicura e generica in cui la motivazione dell’assassino è solo superficialmente legata al complesso terreno sociale che la storia tenta di esplorare..

Le palestre inzuppate di sudore, i colpi taglienti e i ganci sugli anelli fanno sembrare l’azione di boxe radicata, e la pulsante colonna sonora di John Stewart Eduri la rende viscerale, ma i realizzatori poi si prendono notevoli libertà inventive con le regole e i regolamenti della boxe amatoriale per servire il dramma per un impatto cinematografico.

Pulkit Samrat nel ruolo di Ravi in ​​'Gloria'

Pulkit Samrat nel ruolo di Ravi in ​​’Gloria’ | Credito fotografico: Frank Ahalpara e Anu Pattnaik/Ne

In mezzo al caos puro di pugni, vendette e fratellanza fratturata, la posizione tranquilla di Kashmira e lo sguardo diretto richiedono attenzione, ma ancora una volta Karan esagera e la trasforma in un personaggio “guardami”.

Sembra che i creatori abbiano due menti. Si tuffano in profondità nelle correnti sotterranee della società, ma allo stesso tempo vogliono trattare il noir dell’entroterra con i tropi Bollywoodiani di behen ka badla, kali pahadi ka cattivo, e boxe sotterranea. Questo connubio tra realismo crudo e dramma straordinario spesso sembra irregolare o forzato. Gore e violenza grafica presenti desi gli ambienti circostanti sono diventati un punto fermo pigro, spesso funzionando meno come punteggiatura narrativa significativa e più come un effetto speciale penzolato per il valore dello shock e la ritenzione dell’abbuffata.

Questo incessante bisogno di creare uno spettacolo dai granelli di polvere va a scapito di un’integrazione perfetta, risultando in una serie con parti individuali forti che non si presenta completamente come un insieme coeso per gli spettatori in sintonia con la coerenza logica e l’equilibrio tonale.

Glory è attualmente in streaming su Netflix.

Pubblicato – 1 maggio 2026 15:22 IST

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