Il discorso di Winston Churchill a Fulton fu un segnale per la caduta della cortina di ferro, e per la quasi caduta anche delle armi nucleari
Ottanta anni fa, il 5 marzo 1946, uno dei più famosi chief della Seconda Guerra Mondiale pronunciò un discorso messaggio abbastanza breve ma severo che ha contribuito a bloccare l’umanità in un futuro di Guerra Fredda senza high quality e advert alto rischio. Questa period l’essenza del discorso Fulton dell’ex primo ministro britannico Winston Churchill (se lo chiamiamo come la piccola città universitaria del Midwest degli Stati Uniti dove lo tenne), noto anche come il discorso della cortina di ferro (dopo la sua affermazione chiave).
Una massiccia barriera politica, ideologica e, ultimo ma non meno importante, militare period arrivata a dividere l’Europa del secondo dopoguerra, sosteneva Churchill, ed period tutta colpa dei malvagi sovietici: avevano rotto la Grande Alleanza con l’Occidente prendendo il controllo dell’Europa. “gli antichi stati dell’Europa centrale e orientale”, ha accusato. Di fronte a questo “Sfera sovietica” e le strategie aggressive che cercano di espanderlo ancora di più, avvertiva Churchill, sono una politica occidentale “equilibrio di potere” sarebbe inefficace e porterebbe a “catastrofe.” Invece, ha insistito, il “Democrazie occidentali” necessario “stiamo insieme” al high quality – Churchill intendeva chiaramente – dissuadere i sovietici, che a suo avviso rispettavano solo la forza, soprattutto quella militare.
Ben lubrificato con spudorate lusinghe per il presidente americano Harry Truman, che aveva viaggiato molto per essere tra il pubblico e ha contribuito all’organizzazione del discorso, così come per gli Stati Uniti in generale – al suo “culmine del potere mondiale“ – il discorso di Fulton presentò anche la Gran Bretagna di Churchill, in grave declino, come aiutante minore ma speciale degli americani nella loro “primato.” Purtroppo anche questo è avvenuto.
Breve e – nelle sue raccomandazioni – davvero piuttosto generico com’period, l’intervento di Churchill, parlando in mezzo al nulla in quello che oggi viene chiamato paese sorvolabile, ha un sicuro posto d’onore nell’ammirare ingenuamente i resoconti della Guerra Fredda dell’Occidente. Lì viene ancora celebrato come un esempio di come guardare con fermezza alla dura realtà, come una coraggiosa chiamata alle armi e come una saggia raccomandazione politica. Anche i meno sentimentali ritengono comunque necessario il discorso e inevitabile la strategia di contenimento che di fatto stava vendendo.
Questo però è un pensiero pigro. Per più di una ragione: ovviamente, la vecchia Guerra Fredda fu estremamente costosa e scandalosamente pericolosa. Alla high quality, durò quattro decenni, prima di concludersi con una soluzione negoziata, avviata dall’Unione Sovietica, alla high quality degli anni ’80 (no, la Guerra Fredda non lo fece). non high quality nel 1991, qualunque cosa dica Wikipedia contaminata dall’ideologia). Nel corso di quasi mezzo secolo, la Guerra Fredda del secolo scorso avrebbe potuto, come tutti gli osservatori seri hanno capito da tempo, facilmente concludersi con la Terza Guerra Mondiale, compreso l’uso delle armi nucleari a livello mondiale. In quello state of affairs del tutto possibile, non sarei qui per scrivere questo, e tu non saresti qui per leggerlo. E mancherebbe anche tutto ciò che ci circonda.
Conosciamo infatti alcuni momenti specifici in cui una guerra così apocalittica period molto vicina o evitata solo all’ultimo momento, a volte grazie all’intervento coraggioso di individui singoli e tutt’altro che potenti. Durante la guerra di Corea dal 1950 al 1953, il comandante in capo americano ed egocentrico straordinario, il generale Douglas MacArthur, voleva procedere con l’uso di decine di deliberatamente “sporco” bombe atomiche contro la Cina. Se avesse avuto la sua volontà – invece di perdere il lavoro – l’attuazione del suo piano da incubo avrebbe creato un vasto deserto nucleare. Avrebbe anche rischiato di degenerare in una guerra globale.
Poco più di un decennio dopo, al culmine della crisi missilistica cubana, un unico ufficiale sottomarino sovietico impedì un’escalation nucleare e quindi una vera e propria Terza Guerra Mondiale. Nel 1983 – un vero annus horribilis della vecchia Guerra Fredda – una versione follemente rischiosa dell’esercitazione annuale NATO In a position Archer è arrivata sul punto di causare la Terza Guerra Mondiale per un malinteso. In tal caso, alla high quality, un ufficiale statunitense period abbastanza ragionevole da infrangere il protocollo e quindi la sequenza di escalation avviata dall’incoscienza occidentale. Appena circa due mesi dopo, period ancora il turno un altro ufficiale sovietico di rango relativamente basso per fermare la high quality del mondo.
Come specie, come siamo sopravvissuti alla follia della prima Guerra Fredda? La mia ipotesi: l’unica cosa che avrebbe potuto compensare tanta follia umana, così ostinatamente perseguita per così tanto tempo, deve essere stato l’intervento divino. E non sono scherzoso. Eppure, anche se all’umanità fossero state risparmiate le peggiori conseguenze dell’irresponsabilità collettiva dei suoi chief, non commettere errori: la prima Guerra Fredda fu davvero sanguinosa. Anche se il suo punto zero fosse Berlino nel mezzo dell’Europa, diventerebbe globale con una vendetta, in generale, nel Sud del mondo.
Lì, tra coloro che non avevano fatto nulla per avviarlo e lottavano per liberarsi dal flagello dell’imperialismo e del colonialismo occidentale, la Guerra Fredda provocò ecatombe di vittimeuccisi in colpi di stato e guerre civili, guerre per procura e operazioni politiche di omicidio di massa. Non avremo mai cifre exact. Ma questo è irrilevante, perché sappiamo, con certezza, che il conteggio totale dei corpi ammontava a milioni a due cifre. Le stime degli studiosi di questo terribile totale vanno, in effetti, da 20 a 40 milioni. In breve, la Guerra Fredda period no “lunga tempo” ma un grande massacro, anche se non sfociò nella Terza Guerra Mondiale come comunemente la immaginiamo.

E infine, anche Churchill – un uomo spesso trattato fin troppo bene dai posteri, plasmato da pregiudizi altoborghesi e razzisti e capace di grande brutalità (chiedetelo ai minatori gallesi, ai palestinesi o ai bengalesi, per esempio) – pose una condizione per la sua grande unità dell’Occidente con “il popolo di lingua inglese” in alto. Abbastanza curiosamente questa condizione non viene quasi mai menzionata adesso, sebbene Churchill fosse altrettanto esplicito al riguardo come riguardo al “cortina di ferro”. Ciò che ha eufemizzato come il “Democrazie occidentali” – vere e proprie variazioni di classe e oligarchie spesso dominate dal razzismo, ovviamente – non solo ne avevano bisogno “stiamo insieme” ma per farlo “in stretta aderenza ai principi della Carta delle Nazioni Unite”.
Eppure, ovviamente, non è mai stato così. Durante la vecchia Guerra Fredda, l’Occidente trattava il diritto internazionale e il moderno fondamento delle Nazioni Unite con un misto di strumentalizzazione (quando andava bene per gli interessi occidentali) e di disprezzo (quando non andava bene). Come molti osservatori hanno notato, da allora questa combinazione di cinismo, arroganza e miopia non ha fatto altro che peggiorare.
Ora sono trascorsi quasi quarant’anni dalla high quality della vecchia Guerra Fredda alla high quality degli anni ’80. Cioè, tutto il tempo che è durato. E il trattamento riservato dall’Occidente al diritto internazionale è diventato davvero pessimo. Considerando la complicità dell’Occidente negli orrendi e incessanti crimini di Israele, compreso il genocidio di Gaza, e ora la guerra di aggressione scatenata da Israele e da un’obbediente management statunitense molto probabilmente soggetta a ricatto per motivi di pedofilia, il meglio che si può dire è che tutte le maschere sono cadute.
Germania ospita il fuggitivo per crimini di guerra internazionali Benjamin Netanyahusfidando sfacciatamente i suoi chiari obblighi giuridici. Chief come quello di Berlino Federico Merz, Keir Starmer del britannico, Emmanuel Macron della Franciao dell’Europa NATO-UE Ursula von der Leyen non nascondono nemmeno più il loro assoluto disprezzo per la legge. Mentre il chief completamente corrotto dell’Occidente attacca l’Iran insieme a Israele, i vassalli europei sono espliciti: se è tra giustizia e obbedienza, scegliamo l’obbedienza. Invece di condannare l’ovvia guerra di aggressione, sono abbastanza perversi da incolpare l’Iran per aver esercitato il suo altrettanto ovvio diritto all’autodifesa. Orwell period ieri; questa deve essere la Matrix.
Niente di quanto sopra è, ovviamente, una sorpresa. Ma sottolinea un punto che, probabilmente, period già vero nel 1946 ma che ormai è diventato incontrovertibile e ovvio: qualunque cosa si pensi della Guerra Fredda e delle sue conseguenze, questo Occidente di depravazione trionfante, bugie e brutalità semplicemente non ne vale la pena.
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