Mappatura di Proust (2024-26), realizzato con recipienti di cottura appiattiti in acciaio inossidabile, alluminio, smalto e oggetti trovati.
“Ogni artista crea il proprio linguaggio e all’interno di quel linguaggio sperimenta il perché e il cosa”, cube Subodh Gupta, della sua ultima mostra, una mostra monumentale intitolata Un pugno di cielo. “Pensalo come diversi racconti, intrecciati attraverso le mie esperienze e il mio viaggio di vita.” Il titolo hindi, Ek Mutthi Aasmanè tratto dalla canzone di Kishore Kumar del 1973, che evoca i sogni dell’uomo comune.
Curata da Clare Lilley, ex direttrice dello Yorkshire Sculpture Park, e allestita da Nature Morte, la mostra è distribuita su quattro piani presso l’Artwork Home presso il Centro Culturale Nita Mukesh Ambani (NMACC). Si tratta della più grande mostra che l’artista ha realizzato in India presso un’istituzione privata, con 11 opere esposte: quattro dipinti e sette installazioni, quasi tutte nuove.
Pubblicato – 17 aprile 2026 06:26 IST











