Tumori: ultime notizie e scoperte incoraggianti

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Negli ultimi anni casi di morte per tumori sono aumentati in Italia cosi come sono tanti anche i casi di guarigioni da questa terribile malattia grazie all’informazione e alla prevenzione, ad oggi ancora l’arma principale migliore per combatterli. Come già sappiamo esistono svariati tipi di tumore per cui la medicina se da un lato ha fatto e continua a fare grossi passi avanti sembra ancora lontana dal trovare una terapia davvero efficace o addirittura una cura. Ma negli ultimi mesi ci sono giunte diverse buone notizie in proposito.

Bloccare la replicazione delle cellule tumorali

La ricerca si è concentrata sui diversi meccanismi con cui le cellule di un tumore “imparano” a salvarsi dall’attacco dell’uomo, ma uno dei più promettenti sembra quello su cui sta lavorando Giulio Draetta con il suo gruppo di ricerca presso l’IEO di Milano: bloccare in qualche modo il ciclo di divisione e moltiplicazione delle cellule. Come ha spiegato lo stesso ricercatore. Le mutazioni del DNA possono essere infinite, come moltissimi sono i farmaci a disposizione del medico: se si deve trovare una soluzione per ogni problema, ci vuole molto tempo. Ma alla fine, il risultato della mutazione è sempre lo stesso: permettere alla cellula malata di continuare a dividersi e a moltiplicarsi. Ecco, se la blocchiamo a questo punto, possiamo anche non tenere in conto le caratteristiche della mutazione o della medicina che l’ha indotta.

La scoperta dell’interruttore del tumore che spegne il sistema immunitario

Proprio di recente un gruppo di ricercatori presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e dell’Università degli studi di Genova ha scoperto questo meccanismo ovvero cellule denominate Natural killer (NK) che riconoscono e attaccano le cellule tumorali all’improvviso si spengono favorendo quindi la propagazione del tumore. Questo avviene per colpa di un recettore chiamato PD-1. Quando le cellule NK attaccano quelle tumorali per ucciderle, vengono frenate perché il recettore PD-1 interagisce con molecole presenti sulla superficie esterna delle cellule tumorali (PDL-1) spegnendo le cellule NK. Come conseguenza, un importante meccanismo di difesa viene disattivato e il tumore può crescere liberamente.

Grazie ad un anticorpo monoclonare che si lega al recettore PD-1 mascherandolo quindi nascondendolo alla cellula tumorale e quindi evitando che blocchi la risposta immunitaria.

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