Nel febbraio 2023, una “particella fantasma” subatomica si è schiantata contro un rilevatore sotto il Mar Mediterraneo, trasportando un’energia così estrema da sfidare ogni spiegazione. Il neutrino conteneva 100.000 volte più energia della particella più potente che il Massive Hadron Collider, l’acceleratore più potente del mondo, abbia mai generato. Nessun processo cosmico conosciuto può generare quel tipo di potere. Gli scienziati fisici dell’Università del Massachusetts Amherst credono di aver scoperto una soluzione che potrebbe cambiare la nostra intera comprensione del cosmo.
Una reliquia del Massive Bang dietro la particella impossibile
Secondo un recente pstudio pubblicato su Physical Review Lettersuna collaborazione di ricercatori dell’UMass Amherst ha scoperto che il neutrino è il risultato dell’esplosione di un buco nero primordiale, un fenomeno cosmico che si ritiene si sia formato durante i primi istanti successivi alla formazione dell’universo. A differenza dei buchi neri formati da stelle collassate, i PBH sono notevolmente più piccoli e leggeri. Nello situation proposto, diventa chiaro che con il perdita di massa tramite radiazione di Hawkingla temperatura e il numero di particelle emesse aumentano, provocando un’esplosione.
La “carica oscura” che risolve il puzzle
L’altra questione importante period che in un altro grande esperimento noto come IceCube non è stata trovata una singola particella di questo tipo, e non solo, ma non è mai stata trovata una particella con story energia. Postulano che i buchi neri con una carica oscura (che interagiscono tramite l’elettrone scuro) impedirebbero l’emissione di tutte le particelle a quelle energie alle quali IceCube potrebbe rilevarle, ma consentirebbe l’emissione di quelle particelle a energie più elevate, come quella che KM3NeT potrebbe rilevare quando ha rilevato una delle sue particelle.









