Cinque paesi membri stanno già sperimentando la soluzione quest’anno, ma non sembrano essere tutti sulla stessa lunghezza d’onda. Nella conferenza stampa è stato sottolineato che Francia e Danimarca sono molto più avanti, mentre Grecia, Spagna e Italia sono indietro. Ecco perché alcuni esperti sono scettici riguardo all’entrata in vigore del portafoglio digitale entro i tempi stabiliti.
Un’alternativa al modello americano
Tra gli attori già visibili nel mercato europeo per la verifica dell’età ci sono Yoti, che TikTok utilizza in Europa a questo scopo insieme advert altri metodi come carte di credito e documenti, e Persona, che è un fornitore di verifica dell’identità e dell’età utilizzato da piattaforme come Roblox, Discord e Reddit.
Quest’ultimo ha un modello molto più invasivo dei dati, che la Commissione afferma di voler evitare. Infatti, i suoi servizi includono la verifica delle impronte digitali, il riconoscimento facciale, lo screening del volto di una persona per confrontarlo con quello di un particolare elenco e la conservazione di tutti questi dati fino a tre anni.
Nel febbraio 2026, è anche emerso che Persona ha esposto pubblicamente migliaia di file on-line. L’azienda ha risposto affermando che si trattava di un ambiente di check isolato e che i dati non sono stati effettivamente esposti e, inoltre, che non collabora con le agenzie governative statunitensi per fornire dati sugli utenti.
In ogni caso, il modello statunitense mostra i rischi di una verifica dell’età basata su una massiccia raccolta e analisi di dati identificativi. Ciò evidenzia la necessità di un’alternativa europea, che sposta il concetto su un altro livello: non tanto “dimostra la tua identità così posso controllare la tua età” quanto “dimostra semplicemente la tua età, senza rivelare nient’altro”.
Bruxelles sta promuovendo un’architettura open supply, lasciando spazio sia agli Stati membri che agli attori del mercato per pubblicare versioni nazionali o derivate. Scytales e T-Programs sono stati menzionati durante la conferenza stampa come servizi a cui guardare in Europa. Chi svilupperà il sistema dovrà comunque considerare un’architettura “triangolare”, dicono i funzionari: una terza parte certifica che l’utente soddisfa l’attributo richiesto, cioè ha più di una certa età, senza che il sito riceva documenti o altri dati personali. Per rendere più comprensibile il concetto, la Commissione ha citato l’esperienza dei certificati Covid.
Una scappatoia evidente
Resta, tuttavia, una chiara distanza tra la promessa tecnica e la realtà sociale del problema. Come raccontato in conferenza stampa, il mini-portafoglio sembra progettato principalmente per impedire al sito di apprendere troppo sull’utente, ma molto meno per risolvere l’aggiramento più banale di tutti: un minore che utilizza il telefono, le credenziali o la carta d’identità di un adulto. In altre parole, il sistema può forse ridurre la quantità di dati personali in circolazione, ma non elimina automaticamente il rischio che la verifica dell’età venga nella pratica elusa.
Nonostante ciò, il mini-wallet sembra attualmente essere la soluzione più promettente. La Commissione ha però chiarito che non è l’unica soluzione possibile. La porta resta aperta alle different, purché siano “ugualmente efficaci”. Pornhub è già coinvolto nella fase pilota, mentre altri operatori sono stati invitati a partecipare.
In breve, l’Europa potrebbe diventare il primo grande laboratorio politico in cui la verifica dell’età smetterà di essere una formalità e diventerà una vera e propria infrastruttura, con tutte le promesse e, da non trascurare, tutti i rischi che ciò comporta.
Questa storia è apparsa originariamente in WIREDItalia ed è stato tradotto dall’italiano.










