La Russia ha annunciato che intende inviare la sua missione Venera-D su Venere nel 2036. Questa missione comprenderà un lander, una sonda a palloncino e un orbiter e fa parte di una serie di missioni robotiche che la Russia ha pianificato per la Luna e Venere, che “attualmente occupano un posto centrale” nei piani di Roscosmos. Questo è un momento di orgoglio nella storia dell’esplorazione spaziale e sembra che la competizione per esplorare il nostro vicino più vicino stia per infiammarsi.
La scienza tra le nuvole e in superficie
Secondo Space.coml’orbiter girerà attorno a Venere studiandone la superficie dall’alto, il pallone galleggerà attraverso le sue spesse nuvole per raccogliere dati atmosferici e il lander condurrà indagini dettagliate sulla superficie. L’obiettivo principale di questo progetto di ricerca è studiare la vita microbica nelle nuvole di Venere. La Russia lavorerà con la NASA e l’ESA per condurre l’esplorazione di Venere attraverso le prossime missioni VERITAS e DAVINCI e il progetto EnVision, che fornirà importanti risorse scientifiche per la ricerca su Venere nei prossimi dieci anni.
Un’eredità da rivisitare
L’Unione Sovietica è l’unico paese che è riuscito a far atterrare un veicolo spaziale su Venere e a lavorare sulla sua superficie. Dalla missione Venera 7 nel 1970, i lander sovietici sono riusciti a sopravvivere a temperature di 900 gradi Fahrenheit (480 gradi Celsius) e pressioni 90 volte maggiori di quelle sulla Terra al livello del mare, con una superficie composta da roccia vulcanica e una tonalità giallastra. La “D” in Venera-D significa “dolgozhivuschaya”, o “longevo,” poiché mira a vivere più a lungo sulla superficie rispetto ai lander precedenti, che sono sopravvissuti solo poche ore.
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