Selfie, moda o dipendenza?

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Quella dei selfie è la moda del momento, inutile negarlo. Sono ormai anni che i social network, e le memorie degli smartphone, sono invasi dai nostri scatti in primo piano, quasi come se molti di noi fossero colti da una vera dipendenza da selfie.

Il selfie, o meglio autoscatto in italiano, sembra più di una moda, è anche il rilevatore di un approccio e di un comportamento. Edonismo? Autocompiacimento? Semplice moda? Non solo esperti di comunicazione e tecnologia, ormai anche gli psicologi e i sociologi analizzano il fenomeno selfie.

Secondo molti ricercatori il fenomeno è chiaramente legato alla personalità dell’autore, è stato notato che le persone più estroverse e sicure di sé hanno una maggiore propensione agli scatti; del resto è intuibile come chi è più estroverso abbia una maggiore familiarità al mettersi in mostra mentre una maggiore sicurezza di sé (caratteristica spesso collegata all’essere estroversi) porta a non curarsi e non aver paura di possibili commenti negativi al selfie.

Non è un caso, secondo molti studi, è che a fare un maggior numero di foto siano gli adolescenti. Oltre ad un maggiore uso dei social, il vero motivo di questa sorta di dipendenza da selfie di molti giovanissimi è il fatto che in quella fase dello sviluppo si cerca di definire la propria identità, ed ecco che “l’autoritratto” fatto dal cellulare diventa il mezzo ideale per proiettare e sostanziare questa ricerca.

I selfie oltre la moda

selfie vipsChe il fenomeno selfie sia lontano dall’esaurirsi non ce lo dice solo la psicologia, anche lo sviluppo di social network e smartphone sembra andare in quella direzione. Snapchat, il social più usato dagli adolescenti è in pieno boom e si basa sulla realizzazione di mini filmati quasi sempre in prima persona, una sorta di video selfie. Gli smartphone potenziano sempre di più la fotocamera frontale, fino a pochi anni fa assente e oggi spesso ad alta definizione. È il mercato ad influenzare lo sviluppo tecnologico o viceversa? Impossibile dirlo con certezza, sicuramente il selfie è al centro di tutto ciò.

Anche il marketing rincorre e incentiva gli autoscatti, ormai non si contano i concorsi e le campagne pubblicitarie con al centro i selfie dei clienti, in questa maniera i brand, famosi e meno, canalizzano l’attenzione del pubblico sfruttando una moda social che sembra non conoscere crisi e che anzi si sviluppa ogni giorno di più.

La potenza dei selfie è tale che sono stati ricercati e inventati appositi oggetti: i selfiestick. Alcuni sono semplici bastoni con un gancio in cui inserire il cellulare, altri invece sono elaborati manufatti, una sorta di braccio artificiale tecnologico che permettono di controllare il cellulare a distanza e che ogni giorno vengono venduti a migliaia.

I selfie e i vip

selfie vip

foto di http://www.ilreporter.it/

La selfie-mania ha cambiato anche il modo di comunicare e di rapportarsi tra pubblico e celebrità. Il classico autografo è ormai andato in soffitta, a favore del selfie da fare accanto alla star di turno, e non è un caso che il tweet più ritwittato sia stato il selfie di gruppo delle star protagoniste alla notte degli Oscar 2014. Non deve stupirci se i consueti guestbook in musei e hotel saranno sostituiti da app che raccoglieranno i selfie dei visitatori in quel luogo.

Impossibile non citare i due casi di studio più famosi nel mondo social italiano: Gianni Morandi e Francesco Totti. Il successo di Morandi sui social è tanto improvviso quanto grande, con quasi 2,5 milioni di like su Facebook ed un engagement (le interazioni) da record. Vero è che la cifra del Morandi social è la semplicità nel descrivere attività quotidiane (dalla spesa al pulire le patate passando alla lettura del giornale) ma lo strumento che rende possibile il tutto è il selfie, o meglio autoscatto, che forse non a caso da il titolo anche all’ultimo album del cantante di Monghidoro.

A differenza di Morandi, il selfie di Totti dopo il gol del pareggio nel derby contro la Lazio dello scorso anno ha fatto il giro della rete, “rompendo l’internet italiano”. Ancora una volta una cosa apparentemente neutra come una posa in una foto, è diventato il mezzo e la qualità essenziale di un fenomeno social.

Lungi dal volervi dissuadere dal fare un selfie, semplicemente pensate a quante implicazioni questa moda, ma che assomiglia sempre più ad una dipendenza, ha in sé: pubblicitarie, psicologiche e tecnologiche.

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