Alfa Romeo, il paradosso del 2025: crescita a due cifre, ma la struttura resta fragile
Se ci limitassimo a osservare i dati superficialmente, il 2025 di Alfa Romeo sembrerebbe un anno da incorniciare: una crescita complessiva che sfiora il 22% rispetto all’anno precedente è un risultato che, sulla carta, racconta una dinamica positiva. Tuttavia, scavando oltre la percentuale, emerge la narrazione di un marchio che sta faticosamente cercando di rialzarsi dopo aver toccato il fondo, senza però essere ancora riuscito a cambiare davvero categoria dimensionale. In questo scenario complesso, la protagonista indiscussa – e forse l’unica vera ancora di salvezza – è la nuova Alfa Romeo Junior.
La protagonista tecnica della risalita
Al centro delle strategie commerciali troviamo proprio lei, quella che inizialmente doveva chiamarsi Milano ma che, dopo note vicende, ha rispolverato il nome Junior per richiamare la tradizione sportiva del costruttore. Questa crossover compatta di 417 cm, costruita in Polonia sulla base della “cugina” Jeep Avenger, rappresenta la porta d’accesso al brand con un prezzo di attacco di 29.900 euro.
Dal punto di vista tecnico, la vettura si presenta come una trazione anteriore versatile, disponibile sia in versione puramente elettrica, con potenze da 156 o 280 CV, sia con un propulsore 1.2 mild hybrid da 136 CV, abbinato esclusivamente a un cambio robotizzato a doppia frizione. Per chi cerca qualcosa di più fedele allo spirito del marchio, è prevista anche una variante a trazione integrale ibrida: pur mantenendo i 136 CV combinati, sfrutta il 1.2 turbo per muovere l’asse anteriore e un motore elettrico da circa 30 CV dedicato a quello posteriore. È proprio questo pacchetto tecnico a trainare i volumi, ma i numeri svelano una dipendenza quasi pericolosa da un singolo modello.
Il paradosso del mercato domestico
È proprio in Italia che la situazione appare più netta e contraddittoria. Nonostante la crescita del 23% rispetto al 2024, il marchio del Biscione occupa solamente la ventesima posizione nel mercato nazionale, superato da una lunga lista di costruttori generalisti come Suzuki, Nissan, Skoda, MG e Kia. Restano distanti i pesi massimi del segmento premium: BMW, Audi e persino Jeep stazionano comodamente nella top 10, evidenziando quanto la strada per il recupero sia ancora lunga.
Analizzando il dettaglio delle vendite, la Junior si conferma il pilastro assoluto della gamma con 14.172 immatricolazioni annuali, un dato che da solo rappresenta quasi il 50% dei volumi del brand in patria. Sebbene questo successo le valga il 28° posto assoluto in classifica, il divario con gli altri modelli è preoccupante: la Tonale segue a distanza con 10.727 unità, mentre Giulia e Stelvio sono ormai fuori dalla top 50, condividendo appena 4.000 registrazioni complessive. Una tale concentrazione su un’unica vettura illustra perfettamente l’attuale fragilità strutturale della casa.
Le sorprese continentali: Germania e Francia
Spostando lo sguardo oltre le Alpi, la Germania offre motivi di soddisfazione. Con un incremento del 20%, il mercato tedesco si attesta come il secondo sbocco commerciale per Alfa Romeo nel 2025. Dicembre, con le sue 529 registrazioni, ha confermato una tendenza ormai consolidata: la Junior in testa, seguita a sorpresa dalla Stelvio e poi dalla Tonale. L’anno si chiude con 7.335 unità totali e l’obiettivo per il 2026, puntando sul restyling della Tonale e sulla tenuta della Junior, è raggiungere la soglia psicologica delle 10.000 immatricolazioni annuali. Sarebbe una vera prova di credibilità per la strategia di prodotto.
Anche la Francia registra numeri incoraggianti, segnando la crescita relativa più forte tra i principali mercati europei con un notevole +41%. Grazie a un dicembre particolarmente solido, la Francia ha chiuso l’anno con 6.202 immatricolazioni, diventando il terzo mercato per il brand e superando persino gli Stati Uniti. Tuttavia, è necessario mantenere il senso delle proporzioni: i volumi di Alfa Romeo sono paragonabili a quelli di marchi di nicchia come Alpine, Honda e Lexus. Competitor più aggressivi come Cupra, Opel o Kia giocano chiaramente in un altro campionato, con volumi superiori di quattro o cinque volte.
Il crollo americano e il tetto di cristallo
La nota dolente arriva dagli Stati Uniti, un tempo secondo mercato del marchio e ora scivolati al quarto posto. Con appena 5.652 registrazioni e un crollo del 36%, il mercato americano evidenzia spietatamente i limiti dell’attuale gamma, forse troppo sbilanciata verso gusti e dimensioni europee. Senza nuovi modelli di rilievo previsti per il 2026, a eccezione dell’aggiornamento della Tonale, non si prevedono inversioni di tendenza a breve termine; il vero punto di svolta è ormai rimandato al 2027 con l’arrivo di nuovi prodotti.
Tirando le somme, nei paesi monitorati Alfa Romeo avrà immatricolato circa 63.500 unità entro la fine del 2025. Includendo i mercati minori e il fisiologico sfasamento tra ordini e consegne, il dato finale dovrebbe assestarsi tra le 65.000 e le 70.000 unità. Un progresso innegabile, ma che lascia intatto quel “tetto di cristallo” che il marchio non riesce ancora a infrangere definitivamente.
Kia cala il tris sportivo a Bruxelles: svelate le nuove GT elettriche e il punto sulla gamma
Alfa Romeo, il paradosso del 2025: crescita a due cifre, ma la struttura resta fragile
Renault guarda al futuro con il nuovo Duster e saluta la Twingo: un cambio di passo