Malati gravi: diritto al lavoro part time

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Si sa: il lavoro è un diritto umano, perché permette a ciascuno di gestire la propria esistenza  ed esprimere il potenziale di creatività funzionale a miglioramenti per tutti. È un diritto umano anche per quei lavoratori affetti da patologie oncologiche o da altre tremende patologie cronico-degenerative, e portati quindi ad un calo della loro capacità lavorativa.
Nelle prossime righe approfondiremo il diritto al lavoro part time riconosciuto ai lavoratori malati gravi.

Diritto al lavoro part time: come e quando usufruirne?

La trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale è una tutela prevista dall’articolo 46 del Dlgs 276/03, ripresa dall’articolo 8, comma 3, del Dlgs 81/15, ed è rivolta a tutti i dipendenti del settore privato e pubblico, a patto che la malattia invalidante sia stata prontamente verificata ed accertata da una commissione medica, istituita presso l’unità sanitaria locale territorialmente competente.
In caso di malattie cronico-degenerative, tuttavia, l’applicazione di tale tutela si limita alle cosiddette patologie “ingravescenti”, pertanto patologie che si aggravano gradualmente.

Dietro opportuna domanda del lavoratore, il rapporto a tempo parziale va nuovamente trasformato in rapporto a tempo pieno. Più precisamente, secondo il ministero del Lavoro, con la circolare 40/05, la richiesta del soggetto non può essere negata e alle parti spetterà concordarsi su nuovi orari di lavoro e sulla sua collocazione temporale (orizzontale, verticale o misto che sia).

In caso di malattia grave e di impossibilità di usufruire del diritto al lavoro part-time, è bene ricordare che l’Inps, con la circolare 136/03, ritiene sufficiente un’unica certificazione del curante che attesti la necessità di trattamenti ricorrenti comportanti incapacità lavorativa.

In particolare, i diretti interessati sono tenuti ad inviare la certificazione prima di cominciare l’opportuna terapia, comunicando anche i giorni previsti per l’esecuzione; alla certificazione seguiranno poi periodiche dichiarazioni della struttura sanitaria riportanti il calendario con le prestazioni effettivamente eseguite.

Non si parla più di diritto al lavoro part-time se la malattia grave colpisce il coniuge, il figlio o i genitori del lavoratore (o lavoratrice) e neanche se questi avranno bisogno di assistenza continua. Si parla piuttosto di priorità! In altre parole, l’articolo 8, comma 4, del Dlgs 81/15 stabilisce che il lavoratore dipendente ha semplicemente la priorità nel richiedere l’agevolazione del contratto (da tempo pieno a tempo parziale) in caso di patologie oncologiche o cronico-degenerative “ingravescenti” riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del dipendente.

La priorità è valida anche qualora il lavoratore assistesse un figlio convivente portatore di handicap, o ancora una persona convivente con totale o permanente inabilità lavorativa, definita tale ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/92.

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