
CNN
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I materiali per la stampa della Disney si riferiscono al movie originale del 1988 “Willow” come “amato”, che nonostante i suoi ammiratori sembra un’inflazione nostalgica di una fantasia piuttosto generica tracciata da George Lucas che ha fornito una prima vetrina di regia per Ron Howard. A parte questo, una serie revival Disney+ non è priva di fascino, in una narrazione più contemporanea che riporta Warwick Davis concentrandosi sulla generazione successiva.
La serie inizia raccontando gli eventi del movie, che hanno visto la semplice contadina di Davis, Willow, diventare stregone e unirsi in una feroce battaglia per proteggere un bambino che portava il destino del regno sulle sue piccole spalle, sconfiggendo il male antico con l’aiuto dello spadaccino Madmartigan e (alla high quality) della principessa Sorsha. Questi ultimi sono stati interpretati rispettivamente da Val Kilmer e Joanne Whalley, che come bonus fuori campo si sono sposate dopo il movie.
Kilmer, nel mezzo della sua lotta contro il cancro, rimane fuori dai giochi, ma Whalley ritorna nei panni dell’attuale regina e madre di due bambini cresciuti e testardi, che interpretano un ruolo in una ricerca mitica che richiede il viaggio attraverso terre insidiose per contrastare la vecchia malvagia.
Per quanto riguarda la bambina di cui sopra, Elora Danan, è cresciuta nell’anonimato, in stile “La bella addormentata”, per proteggerla, anche se la sua identità (uno spoiler da non rivelare) diventa presto nota. La ricerca embrace una banda colorata con molti problemi di relazione giovanile, tra cui la principessa Package (Ruby Cruz), che è segretamente innamorata del cavaliere incaricato di addestrarla (Erin Kellyman, i cui crediti includono “Solo: A Star Wars Story” di Lucasfilm); e Boorman (Amar Chadha-Patel), un attaccabrighe irriverente in modalità Madmartigan.
Jonathan Kasdan (che ha lavorato anche a “Solo”) funge da showrunner, collaborando con quattro registi che hanno supervisionato episodi consecutivi. Per come è costruito, “Willow” si ispira all’originale intrecciandosi con decorazioni che ricordano i movie del “Signore degli Anelli”, tra cui un sacco di vaste campagne verdi e un’azione abbondante, a volte piuttosto violenta.
Come spesso accade con il crescente sottogenere dei sequel espansi in serie, questo “Willow” a volte sembra come se girasse, dedicando lunghi tratti a Willow che guida l’ormai anziana Elora a padroneggiare i suoi poteri, che presenta come l’unica speranza di salvare il regno. E mentre l’assenza di Kilmer lascia un buco considerevole, Kasdan e compagnia fanno un buon lavoro nel riempirlo, incluso l’arrivo in ritardo di un altro cavaliere (Christian Slater) con cui Madmartigan ha condiviso un po’ di storia.
Al di là dei dialoghi e delle situazioni dal suono moderno, la storia mostra molta irriverenza giocosa e umorismo mescolati tra le sequenze d’azione e l’elaborato design della produzione fantasy. Quest’ultimo in particolare suggerisce che questo revival non è stato un’impresa da poco e, a suo merito, sembra che i soldi siano finiti sullo schermo.
Anche se questa combinazione non contribuisce a rendere “Willow” significativamente più degno dell’etichetta di “amato” rispetto al suo predecessore di high quality anni ’80, consumato nei suoi termini senza pretese, è abbastanza facile da apprezzare.
“Willow” sarà presentato in anteprima il 30 novembre su Disney+.










