Il regista rumeno Radu Jude è il nostro moderno pazzo e moralista, tanto veloce negli scherzi quanto risoluto nel chiedere conto agli ipocriti del mondo (a cominciare dalle faglie del suo paese d’origine). Essendo pazzo di idee e in rapido movimento, è entrato nella coscienza dell’autore grazie advert alcuni grandi capolavori di critica socioculturale, vale a dire il crudo e assurdo “Unhealthy Luck Banging or Loony Porn” del 2021 e la satira a ruota libera del 2023 “Do Not Count on Too A lot From the Finish of the World”.
Con il suo ultimo, “Kontinental ’25”, Jude – che l’anno scorso ha anche pubblicato una versione grossolanamente stravagante di “Dracula” – si allontana dal clownismo e si sposta verso un registro più severo di preoccupazione per la società. C’è ancora spazio per essere un punk lanciatore di palle curve (come i dinosauri animatronici o le riprese dell’Hindenburg), ma in questa storia di colpa civica e ingiustizia capitalista, è disposto a lasciare che un tono più sobrio parli della sua rabbia.
Per 10 minuti osserviamo la routine quotidiana di un uomo brizzolato e senza casa (Gabriel Spahiu) che, quando non è impegnato a raccogliere bottiglie, mendicare o frugare, si accovaccia nel seminterrato di un condominio situato nel centro della città in rapida crescita di Cluj, in Transilvania. Quando le autorità arrivano per sfrattarlo, guidate dal simpatico ufficiale giudiziario Orsolya (Eszter Tompa) e da un gruppo di agenti mascherati (più la mano invisibile della società che pianifica di costruire un boutique resort al posto dell’edificio), la situazione prende una triste svolta a sinistra.
Sebbene legalmente assolta dalle accuse, Orsolya, una donna religiosa con un forte senso etico, si sente complice di una tragedia evitabile, che capisce essere fin troppo possibile quando le grandi imprese cospirano con un governo insensibile. Nel frattempo, la situazione viene sfruttata on-line da nazionalisti pieni di odio, pronti a dipingere una burocrate di origine ungherese come lei come una cattiva straniera.
Il suo umore abbattuto la spinge advert annullare la vacanza con il marito (Adrian Sitaru) e i figliastri e a cercare invece risposte al suo dolore in conversazioni in giro per la città con confidenti assortiti: un’amica intima (Oana Mardare), un ex studente (Adonis Tanţa) che ora è un fattorino che parla Zen e il suo prete (Şerban Pavlu).
Jude ama le gabfest profonde, sarcastiche e di ampio respiro, come tutti i cineasti rumeni, a quanto pare. E qui, la ricerca sincera, anche se casuale, di comprensione da parte di Orsolya, visibile in ogni fibra della toccante efficiency centrale di Tompa, consente astutamente a Jude di mettere in luce l’insufficienza delle soluzioni rapide. La facilità di un’app per le donazioni favorisce la donazione o crea ulteriore distanza? La gig financial system è un mezzo o il wonderful dell’ambizione? Le narrazioni religiose hanno lo scopo di stimolarci o generare conforto? Orsolya sta cercando soluzioni reali o semplicemente un modo per sentirsi meglio?
“Kontinental ’25” parla sicuramente di roba pesante. Sullo sfondo di un bar è visibile un poster del classico umanitario di Roberto Rossellini “Europa ’51”, Jude ovviamente rende omaggio a una storia classica sulla crisi di carità di una donna privilegiata. Ma Jude è più aspro e diretto riguardo alle sue preoccupazioni che melodrammatico. Tanto per cominciare, ha girato il nuovo movie su un iPhone, anche se mette in dubbio il contributo dello smartphone al nostro facile disimpegno dai mali del mondo.
Jude non è certo prezioso per la sua arte. Ma è perché è sicuro che te ne andrai pieno di pensieri e sentimenti sul prezzo del progresso, sul peso della storia e sui modi in cui lottiamo per fare la cosa giusta in mezzo a così tanto che è sbagliato. Le sue immagini finali sono un montaggio di edifici e complessi di appartamenti, con pochissimi esseri umani visibili. Siamo di fronte advert una visione di crescita o di spartizione della comunità?
‘Continental ’25’
In rumeno, ungherese e tedesco, con sottotitoli
Non valutato
Durata: 1 ora e 49 minuti
Giocando: Apre venerdì 3 aprile al Laemmle Royal












