JIl thriller di Ohn Woo del 1989 ricorda l’abitudine del regista di unire il più folle dei caos a una serie ampia di un miglio di sincera emotività e sentimentalismo; una parte forte e poco riconosciuta del motivo per cui i suoi movie creano così dipendenza. C’è molto sangue sanguinante in questi movie violenti – e anche cuori sanguinanti. Con The Killer, Woo è diventato in qualche modo il Douglas Sirk del cinema d’azione di Hong Kong, in un melodramma gonzo che prende in prestito Magnificent Obsession (che Sirk ha rifatto da un movie del 1935 di John Stahl), sulla redenzione di un assassino che si innamora di una donna di cui ha inavvertitamente causato la cecità.
Chow Yun-fat è Ah Jong, un sicario che, mentre picchia qualcuno in una discoteca, acceca accidentalmente una cantante chiamata Jennie (Sally Yeh) sparando troppo vicino ai suoi occhi. Viene colpito dal senso di colpa e ossessionato da Jennie, che frequenta il membership dove continua a cantare, ora una celebrità un po’ morbosa e toccante. Ah Jong parla con Jennie dopo i suoi spettacoli – senza rivelare chi è, naturalmente – e progetta un ultimo lavoro per guadagnare abbastanza da pagarsi l’operazione agli occhi, occupandosi dell’assassinio di un pezzo grosso a un carnevale di Hong Kong. È una scena spettacolare, che dimostra che, oltre a influenzare Tarantino e Robert Rodriguez, Woo potrebbe anche aver influenzato la recente versione televisiva di Il giorno dello sciacallo.
Ma prendendosi del tempo per aiutare una ragazzina terrorizzata e ferita in seguito all’omicidio, fa infuriare il suo pagatore della Triade, che pensa che Ah Jong abbia compromesso il lavoro e si rifiuta di pagare. Nel frattempo, il duro poliziotto Li Ying (Danny Lee), già nei guai per aver inavvertitamente causato la morte di un civile per un attacco di cuore sparando con la sua pistola su un tram affollato – un incidente analogo al disastro di Ah Jong – è sulle tracce di Ah Jong e arriva a simpatizzare con lui.
Ci sono sparatorie caotiche e bizzarri tratti comici, come quando la cieca Jennie si ritrova nel suo appartamento, dove Ah Jong e Li si affrontano nel classico duello con due pistole di Woo, e gli uomini devono fingere di essere amici per non spaventarla. Un momento raccapricciante e correlato mi ha fatto pensare a uno scambio da Danny Rose di Broadway di Woody Allen: “Qualcuno gli ha sparato negli occhi” – “È cieco?” – “Morto” – “Morto, ovviamente, perché i proiettili passano attraverso.” Ah Jong suonerà periodicamente anche un’armonica triste, come un cowboy. The Killer è davvero uno spettacolo e, per inciso, molto più pessimista di Sirk.













