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Recensione di Bouchra – Il coyote vestito da Prada è un alter ego anti-identitario in un movie che mappa l’esperienza queer

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QLe persone più giovani che lottano con l’accettazione familiare spesso ricorrono a travisare la loro esistenza quotidiana e si affidano invece a bugie innocenti, omissioni ed ellissi. Nel movie d’esordio di Orian Barki e Meriem Bennani, il processo di estrazione della finzione dalla vita reale può essere allo stesso tempo doloroso e generativo. Bouchra, la magnetica protagonista, è una regista lesbica marocchina che vive a New York e comprende fin troppo bene questo paradosso. Sebbene abbia già fatto popping out con sua madre Aïcha, deve ancora nascondere i suoi companion romantici, un’esperienza che riversa nella sua realizzazione cinematografica. Arte e realtà collassano in una cosa sola, mentre le conversazioni ricordate si trasformano in dialoghi cinematografici e i ricordi fluiscono negli storyboard.

Anche per un movie d’animazione, tali strutture metanarrative non sono del tutto usuali. Ciò che distingue il movie, tuttavia, è la scelta ingegnosa di rendere tutti i personaggi come animali antropomorfi. Doppiato da Bennani, Bouchra si presenta come un elegante coyote vestito da Prada. Questo approccio unico libera il movie dalle trappole etnografiche e identitarie che a volte si trovano nella narrazione queer. Allo stesso tempo, le immagini sono profondamente radicate nella specificità culturale: sviluppati da un combine fotorealistico di filmati live-action e immagini 3D, i paesaggi urbani di New York e Casablanca sono squisitamente fedeli alla vita pur essendo venati di nostalgia.

Anche la casa di Bouchra a Casablanca risplende di colori vivaci. Qui, le vecchie canzoni cantate dalle sue zie si mescolano al rap energico che risuona nelle radio e nei nightclub. Nonostante sia alle prese con la tensione intergenerazionale, il movie lascia spazio anche al brivido erotico dell’intimità sessuale, incontri appassionati che alleggeriscono il peso del tumulto emotivo. Lungi dal reiterare stanchi binari – tradizione contro modernità, anziani contro giovani – il movie abbraccia la bellezza delle contraddizioni a braccia aperte. Anche quando la possibilità di riconciliazione sembra irraggiungibile, è lo sforzo di comunicare – sia attraverso le parole che attraverso l’arte – che porta la tempo.

Bouchra è all’ICA, Londra, dal 20 marzo.

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