Dacre Montgomery non è timido nell’usare le proprie lotte per dare vita ai personaggi. In “Faces of Loss of life”, il suo ultimo movie horror, entra nel personale, spiegando come la convivenza con il disturbo ossessivo-compulsivo, o ampiamente noto come disturbo ossessivo compulsivo, abbia influenzato ogni mossa e momento del suo cattivo, Arthur, nel suo nuovo progetto. Secondo l’attore di ‘Stranger Issues’, il ruolo lo ha spinto in una delle sue interpretazioni più oscure fino advert ora, ma invece di cercare di nascondere ciò che lo fa funzionare, Dacre ha attinto direttamente da esso.
La rivelazione di Dacre Montgomery
Molte persone conoscono Montgomery come Billy di “Stranger Issues”, ma il suo nuovo movie, “Faces of Loss of life”, è un animale diverso. Qui interpreta Arthur, un killer mascherato che ricrea ossessivamente momenti del famigerato movie del 1978, caricando clip raccapriccianti che il mondo può vedere. Di fronte a lui c’è Barbie Ferreira (sì, di ‘Euphoria’) che interpreta un moderatore di contenuti determinato a fermarlo. Ma sotto il sangue e lo spettacolo, c’è qualcosa di spiacevolmente reale in Arthur, un’ossessione per il rituale e il controllo che sembra vissuta.Montgomery ha detto a Folks che ciò che faceva sentire Arthur pericolosamente vicino a casa period il suo disturbo ossessivo compulsivo. “Questa è sicuramente la mia cosa. Ci convivo e ci riesco”, ha detto, senza girare intorno alla realtà. Per l’attore, quelle vecchie compulsioni familiari: il bisogno di ordine, la fissazione sui dettagli, tutto è diventato una strana sorta di ponte verso il personaggio.Aveva sempre apportato un’energia meticolosa ai suoi ruoli, ma Arthur pretendeva di più. Ogni azione period calcolata, ogni scena strettamente intrecciata. “Dal momento in cui lo vedi nel movie, è a metà strada nel mettere in atto il suo piano, e ci ha pensato molto”, ha detto Montgomery. Ha scherzato dicendo che non poteva identificarsi con l’omicidio, ma quella profonda attenzione ai dettagli? Period tutto lui.Direttore Daniele Goldhaberche ha co-sceneggiato il movie con Isa Mazzei, ha detto che le stranezze di Montgomery hanno profondamente influenzato Arthur. Goldhaber ricorda di aver incontrato altri attori per la parte, ma nessuno di loro sembrava adatto. “Tutti gli altri… si sono avvicinati a questo personaggio come qualcun altro, come qualcosa che avevano visto nei media. Dacre è arrivato ed è stato come, ‘Ecco tutti i modi in cui mi relaziono personalmente con Arthur.'” All’improvviso, il personaggio non period solo uno psicopatico generico; aveva consistenza, abitudini strane e bordi grezzi.Un dettaglio che è rimasto impresso a Goldhaber è stata l’ossessione di Montgomery per la sensazione del tessuto, una stranezza della sua vita reale. Durante le riprese, Montgomery gli disse che aveva passato dieci anni dormendo solo sul letto perché la più piccola piega nelle lenzuola poteva tenerlo sveglio tutta la notte. Ciò si è trasformato nella fissazione di Arthur per il lattice e le tute, il modo in cui balla e si muove mentre li indossa, elementi che non erano nemmeno nella sceneggiatura originale, ma sono diventati centrali per la presenza inquietante del personaggio. Anche l’thought che indossare il lattice dia advert Arthur qualcosa di vicino alla soddisfazione, non per l’atto di uccidere, stranamente, ma per la sensazione stessa, è nata dalla loro collaborazione.Per Montgomery, questa non period solo una efficiency. Period un esorcismo personale, che riversava l’ansia e le compulsioni che normalmente nasconde nella vita di tutti i giorni direttamente negli atti ritualizzati e agghiaccianti di Arthur. Il risultato è un cattivo che non è solo spaventoso, ma inquietantemente reale.
Altro su Dacre Montgomery e ‘Faces of Loss of life’
Nato in Australia, Montgomery ha iniziato la sua carriera con ruoli in movie come “Energy Rangers”, dove interpretava il Purple Ranger. Successivamente è apparso in progetti come “Elvis”, dove ha interpretato il produttore musicale Steve Binder.Tuttavia, dopo un po’, Montgomery si allontanò da Hollywood, e questo lo aiutò a concentrarsi su ruoli che significassero qualcosa per lui. “Faces of Loss of life” è proprio questo: un’audace rivisitazione del classico cult del 1978, questa volta ambientato nell’period digitale. Il movie segue un moderatore di contenuti che si imbatte in una rete di persone che caricano nuove versioni degli atti violenti del movie. L’Arthur di Montgomery è la figura mascherata che trasforma l’orrore in efficiency artistica, un assassino la cui ossessione è tanto quella di provare qualcosa quanto quella di essere visti.“Faces of Loss of life”, con anche Charli XCX, Josie Totah, Aaron Holliday e Jermaine Fowler, è ora disponibile nelle sale.












