Intorno allo spazio sono state posizionate fioriere a tamburo con una corda che le attraversa per proteggerlo dal parcheggio non autorizzato. | Credito fotografico: accordo speciale
La progettazione degli spazi comunitari rientra in due tassonomie vaghe. Il primo riguarda uno spazio dove non esiste nulla che possa ostacolare gli sforzi di progettarlo. Entra e datti da fare per trasformarlo in uno spazio per tutti, e nemmeno una mosca delle destiny ronzerebbe in segno di protesta. Non c’è esempio migliore dell’OSR che si dedica allo sviluppo dei parchi. Dietro c’è una politica chiara e tutti i soggetti coinvolti seguono la lettera della legge.
Nell’altra tassonomia ci sono spazi confusi lungo la strada su cui tutti rivendicano un diritto: i venditori, i cercatori di parcheggi per veicoli e i tristi ma veri, sconsiderati rifiuti. Si tratta di una categoria a grana grossa, che milita contro i piani d’azione customary. Aspettatevi palle curve. Aspettatevi una regressione a un precedente stato di caos, dopo che saranno stati compiuti alcuni progressi nella sua progettazione. Il lato positivo è che aspettatevi di vedere emergere improbabili eroi durante il processo di riconquista dello spazio. Appartenente a questa categoria dai confini indefiniti è uno spazio lungo East Mada Road a Thiruvanmiyur, uno spazio stretto tra la vasca del tempio Marudeeswarar e la strada. A metà novembre del 2025, i residenti si sono mobilitati dietro il progetto Thiruvanmiyur Mada Road, guidato da due architetti, Dhanya Rajagopal e Pavithra Sriram e Design Co Lab, per recuperare questo spazio dai parcheggi non autorizzati e dallo squallore generale per l’arte, la cultura, la musica, la storia iperlocale, la comunità, la lettura e per una semplice cultura di ritrovo.
Pubblicato – 12 aprile 2026 08:52 IST









