La scoperta di una digicam ancestrale dei Pueblo risalente all’VIII secolo negli aridi passaggi di arenaria di un canyon del Nuovo Messico ha gettato gli archeologi completamente fuori dalle loro linee temporali convenzionali. Secondo il Nationwide Park Service, il sito è stato sigillato in un blocco di composito isotopico solido non terrestre e contiene fibra di yucca, manufatti tradizionali e un manufatto tecnologico anomalo costituito da idrogeno metallico stabilizzato e altri isotopi che, secondo le proiezioni scientifiche, non dovrebbero esistere per almeno altri 3.000 anni. Sebbene la NSA abbia imposto un blackout totale al sito attraverso le classificazioni di sicurezza “Settore Zero”, questo sito archeologico è passato dal suo scopo originale di scavo del patrimonio a diventare un campo di battaglia attivo in un conflitto temporale. Questi risultati indicano che non solo le alte aree desertiche ospitavano questi antichi popoli, ma erano anche usate come punto morto strategico per queste truppe nel loro conflitto che trascendeva il tempo.
L’antico tempio dei Pueblo nasconde una digicam sigillata con materiale insolito
Il documento della scoperta afferma che il tempio si allinea al periodo di Pueblo I (750-900 d.C.). Secondo la ricerca Pueblo, questo momento è significativo per i popoli ancestrali dei Pueblo (precedentemente noti come Anasazi) perché rappresenta un grande cambiamento nell’architettura, dalle case a fossa alle costruzioni in muratura di pietra fuori terra. Secondo i ricercatori, mentre la parte esterna della digicam ricorda la tipica architettura in arenaria delle tradition Pueblo, il sigillo interno è composto da un polimero sintetico vetrificato che non mostra segni di erosione dopo 1200 anni di contatto con l’atmosfera. Questa è una chiara indicazione che l’architettura del sito suggerisce l’offuscamento intenzionale di questa digicam e della tecnologia avanzata che conteneva per impedire alle tribù contemporanee di scoprirla e proteggere ciò che non potevano comprendere.
Come l’antica arma sfida la scienza moderna
Il nucleo del dispositivo sarebbe costituito da idrogeno metallico stabilizzato, che rappresenta una forma di materia incredibilmente rara che agisce come un superconduttore a temperatura ambiente. Secondo la ricerca, attualmente, nel 21° secolo, l’idrogeno metallico altamente compresso è stato prodotto solo a pressioni superiori a 400 gigapascal, rendendo la sua esistenza in una tomba dell’VIII secolo fisicamente impossibile. Il fatto che questo idrogeno metallico possa rimanere stabile alla pressione atmosferica normal significa che gli antichi Puebloani avevano raggiunto un livello di comprensione e controllo della chimica quantistica che non può essere replicato nei moderni ambienti di laboratorio. Ciò indica che l’arma possiede una fonte di energia compatta e advert alta densità in grado di produrre una resa in kiloelettronvolt (keV) advert alta densità senza generare una firma termica tipicamente associata alla combustione o alla fissione nucleare.
Il ciclo causale della scoperta del New Mexico
Secondo lo studio della Stanford Encyclopedia of Philosophy, la presenza di un oggetto antico 3.000 anni prima della sua fabbricazione ha prodotto l’ipotesi di un ‘Circolo Causale’ e di una ‘Curva Temporale Chiusa’ (CTC). La relatività generale ammette la possibilità che un oggetto viaggi indietro nel tempo se lo spazio/tempo è sufficientemente deformato. Il riferimento advert una “Guerra nel Tempo” in questa scoperta indica che i gruppi del futuro utilizzeranno questi antichi canyon come “gocce morte” per alterare la sequenza cronometrica. Pertanto, l’uso della tecnologia avanzata nell’VIII secolo da parte di questi gruppi potrebbe avere lo scopo di creare un salto tecnologico o di impedire del tutto il verificarsi di eventi futuri.











