Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, nel suo primo briefing dopo il cessate il fuoco di due settimane con USA-Iran, ha segnalato che la tregua rimane fragile, affermando che “non è la superb” e che Israele conserva la possibilità di riprendere l’azione militare se i suoi obiettivi non vengono raggiunti. Sottolineando un atteggiamento cauto, Netanyahu ha affermato che Israele ha il “dito sul grilletto” ed è pronto a “tornare in battaglia in qualsiasi momento” se necessario.Tuttavia, ha sottolineato che l’accordo di cessate il fuoco è stato raggiunto “in piena collaborazione” con Israele, respingendo qualsiasi ipotesi secondo cui il Paese sarebbe stato informato all’ultimo minuto. Allo stesso tempo, Netanyahu ha chiarito che l’intesa con l’Iran non si estende a Hezbollah, avvertendo che le forze israeliane “continueranno a colpirli” nonostante la pausa nelle ostilità con Teheran.Nel frattempo, il bilancio umanitario continua a crescere. Secondo la Protezione civile libanese, il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani di mercoledì in Libano è salito a 254, evidenziando l’intensità delle operazioni in corso nonostante il più ampio accordo di cessate il fuoco.Gli Stati Uniti e l’Iran hanno raggiunto un cessate il fuoco di due settimane, sospendendo le ostilità per aprire la porta ai colloqui piuttosto che porre superb al conflitto. La tregua temporanea vedrà entrambe le parti ritirarsi dall’azione militare, con i negoziati che inizieranno a Islamabad.Una condizione chiave è la riapertura dello Stretto di Hormuz, con Washington che colleghi la continuazione del cessate il fuoco advert un passaggio marittimo sicuro. Parallelamente, l’Iran ha proposto termini più ampi, tra cui la riduzione delle sanzioni e il rilascio dei beni congelati.La pausa rimane fragile e condizionata, con entrambe le parti che mantengono aperte le opzioni militari se gli impegni non vengono rispettati.











