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I romani usavano le feci umane come medicina: una fiala di 1.900 anni proveniente dalla Turchia rivela un trattamento scioccante

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Una piccola bottiglia di vetro romana scoperta nella Turchia occidentale ha fornito la prima prova chimica diretta che gli antichi medici usavano le feci umane come ingrediente medicinale. La fiala, risalente a circa 1.900 anni fa, conteneva residui marrone scuro che gli scienziati successivamente identificarono come escrementi umani mescolati con olio di timo. I ricercatori affermano che la miscela corrisponde strettamente ai trattamenti descritti negli antichi testi medici ma che non erano mai stati confermati prima attraverso show fisiche. La sorprendente scoperta collega archeologia, chimica e medicina antica e offre uno sguardo raro su come i medici romani preparavano i rimedi quasi due millenni fa. Mostra anche come trattamenti che oggi possono sembrare scioccanti un tempo fossero considerati una pratica medica legittima.

Il 1.900 anni Fiala della medicina romana

La scoperta è iniziata nei magazzini del Museo Bergama, nella Turchia occidentale, vicino alle rovine dell’antica città di Pergamo. L’archeologo dottor Cenker Atila, specializzato in profumi antichi e contenitori farmaceutici presso l’Università di Sivas Cumhuriyet, stava esaminando centinaia di contenitori di vetro romani conservati nella collezione del museo.Studiando questi manufatti, Atila notò qualcosa di insolito all’interno di una delle piccole bottiglie di vetro conosciute come unguentarium. Questi stretti vasi erano largamente utilizzati nel mondo romano per conservare profumi, oli e preparazioni medicinali.All’interno della fiala c’erano piccoli frammenti marrone scuro che erano stati trascurati per anni.Quando i ricercatori aprirono e ispezionarono il contenitore più da vicino, si resero conto che all’interno del recipiente erano sopravvissuti dei residui. La scoperta ha richiesto un’indagine scientifica dettagliata.Si ritiene che il manufatto risalga al II o III secolo d.C., durante il culmine dell’Impero Romano. Probabilmente ha avuto origine da una tomba nell’antica Pergamo, città ben nota nell’antichità per le sue conoscenze mediche e i centri di guarigione.

L’analisi chimica che ha rivelato la verità

Per determinare cosa conteneva il residuo, i ricercatori hanno effettuato take a look at di laboratorio utilizzando la gascromatografia e la spettrometria di massa. Questa tecnica consente agli scienziati di identificare le molecole organiche conservate nei materiali antichi.Il farmacologo Ilker Demirbolat ha analizzato il residuo e ha identificato diversi composti che ne hanno rivelato l’origine.Sono stati rilevati due importanti biomarcatori:

  • Coprostanolo
  • 24-etilcoprostanolo

Queste sostanze si formano durante la digestione e sono indicatori ampiamente riconosciuti della materia fecale. Le proporzioni dei composti suggerivano fortemente che il materiale provenisse da feci umane piuttosto che da rifiuti animali.L’analisi ha rilevato anche il carvacrolo, un composto chimico comunemente presente nel timo e in altre erbe aromatiche. Ciò indicava che la materia fecale period stata deliberatamente mescolata con olio di timo come parte di una miscela medicinale preparata.

L'analisi chimica che ha rivelato la verità

Una medicina descritta nei testi antichi

Ciò che ha reso la scoperta particolarmente significativa è stata la precisione con cui la miscela corrispondeva ai rimedi descritti negli scritti medici dell’antica Roma.Secondo il dottor Cenker Atila, il group ha riconosciuto rapidamente la components quando sono stati analizzati i risultati.“In questo campione abbiamo identificato feci umane mescolate con timo”, ha spiegato. “Poiché conosciamo bene le fonti testuali antiche, abbiamo immediatamente riconosciuto in questo un preparato medicinale utilizzato dal famoso medico Galeno.”Galeno di Pergamo visse tra il 129 e il 216 d.C. e fu uno dei medici più influenti della storia antica. I suoi scritti medici hanno plasmato la medicina europea e mediorientale per più di mille anni.In molte delle sue opere, Galeno descrisse trattamenti che includevano sostanze fecali. Credeva che alcune forme di sterco potessero aiutare a curare infezioni, infiammazioni e alcuni disturbi riproduttivi.In un esempio, consigliò di utilizzare le feci dei bambini che avevano mangiato alimenti specifici come legumi, pane e vino. Riteneva che queste sostanze possedessero particolari qualità terapeutiche.Fino alla recente scoperta, gli storici conoscevano questi trattamenti solo da fonti scritte. La fiala ora fornisce la prova archeologica diretta che tali rimedi furono effettivamente preparati.

Perché è stato aggiunto il timo alla miscela

Un altro dettaglio chiave rivelato dall’analisi è stata la presenza di olio di timo.Gli antichi medici sapevano che i medicinali preparati con la materia fecale avrebbero avuto un odore estremamente forte. Di conseguenza, i testi medici spesso raccomandavano l’aggiunta di erbe aromatiche per rendere i rimedi più facili da tollerare per i pazienti.Il timo probabilmente serviva a due scopi. Mascherava l’odore sgradevole delle feci e aggiungeva composti antimicrobici che potrebbero aver fornito lievi benefici medicinali.La scoperta corrisponde strettamente alle descrizioni trovate negli antichi testi medici romani che consigliavano di mescolare ingredienti disgustosi con erbe profumate per renderli più accettabili.

Pergamo, centro della medicina romana

Importante è anche il luogo del ritrovamento.L’antica Pergamo, situata nell’attuale Turchia occidentale, period uno dei centri medici più famosi del mondo romano. La città ospitava un rinomato santuario curativo dedicato advert Asclepio, il dio greco della medicina.I pazienti viaggiavano da tutto l’Impero Romano per cercare remedy lì.Pergamo fu anche il luogo di nascita di Galeno. A causa della forte tradizione medica della città, i ricercatori ritengono che la fiala possa essere appartenuta un tempo a un medico o un farmacista che lavorava nella regione.Il design del vaso di vetro è coerente con le bottiglie medicinali romane utilizzate nel II secolo.

Rovine di Pergamo

Rovine di Pergamo

Lo strano mondo della medicina antica

Sebbene l’thought di utilizzare le feci umane come medicina possa sembrare scioccante oggi, non period insolita nelle antiche tradizioni mediche.Molte tradition utilizzavano sostanze che la medicina moderna considererebbe antigieniche o sgradevoli. Gli antichi rimedi potevano includere sterco umano o animale, urina, sangue, insetti schiacciati ed estratti vegetali.Questi trattamenti erano basati sulle prime teorie mediche che tentavano di bilanciare i fluidi interni del corpo o di rimuovere le sostanze nocive dal corpo.Anche scrittori medici romani come Plinio il Vecchio e Dioscoride descrissero nei loro scritti trattamenti a base di sterco.La nuova scoperta dimostra che questi rimedi insoliti non erano semplicemente idee teoriche ma erano effettivamente preparati e utilizzati.

Una scoperta che cambia la nostra comprensione della medicina romana

La ricerca fornisce la prima prova chimica diretta che la materia fecale veniva utilizzata come ingrediente medicinale nel mondo romano.Per gli storici della medicina, la scoperta conferma che le pratiche descritte negli antichi testi medici riflettevano trattamenti reali piuttosto che istruzioni puramente teoriche.Dimostra anche come le moderne tecniche scientifiche possano scoprire informazioni nascoste conservate in manufatti antichi. Analizzando i residui microscopici all’interno di oggetti come bottiglie di vetro, i ricercatori possono ricostruire aspetti della vita quotidiana che i soli documenti scritti non possono spiegare completamente.Una minuscola fiala di vetro conservata per quasi duemila anni ha quindi fornito nuove informazioni sulle pratiche mediche dell’antico mondo romano. Anche se il trattamento in sé può sembrare strano ai lettori moderni, rivela come i medici nell’antichità sperimentassero una vasta gamma di sostanze nella loro ricerca di rimedi curativi.

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