Gli scienziati hanno fatto una scoperta sorprendente che ci avvicina più che mai al concetto di “Marte verde”, scoprendo una specie di muschio del deserto – Syntrichia caninervis – che potrebbe essere in grado di agire da pioniere nella colonizzazione del Pianeta Rosso. Un articolo pubblicato in L’innovazione (pressa cellulare) descrive in dettaglio la capacità di questa straordinaria pianta di perdere più del 98% della sua acqua cellulare e di riprendere completamente la sua attività fotosintetica entro due secondi dalla reidratazione.Questo muschio è stato testato in condizioni di “simulazione marziana”, dove è sopravvissuto a temperature estreme fino a -196 gradi Celsius e ha ricevuto alte dosi di radiazioni, che sarebbero fatali per la stragrande maggioranza degli organismi viventi sulla Terra. Lo ha sottolineato l’ Accademia cinese delle scienze che questo muschio è quindi classificato come “estremotollerante” e ha mostrato una maggiore capacità di sopravvivenza rispetto ai tardigradi, fornendo un modello biologico in cui assistere i futuri sforzi di terraformazione e produrre ossigeno sostenibile su altri pianeti.
Questa pianta “morta” ritorna in vita in 2 secondi dopo aver perso il 98% della sua acqua
È stato scoperto che Syntrichia caninervis possiede poteri quasi soprannaturali di sopravvivenza in condizioni di totale disidratazione. Ricerca pubblicata sulla rivista L’innovazione (pressa cellulare) ha dimostrato che il muschio può perdere più del 98% della sua acqua cellulare e rimanere dormiente per molti anni. Sorprendentemente, quando viene nuovamente esposto all’umidità, questo muschio può “tornare in vita” e ricominciare la fotosintesi entro due secondi, il che lo rende una pianta eccellente per le condizioni aride e polverose di Marte.
La capacità di sopravvivere in condizioni estreme
Per testare le sue capacità, gli scienziati hanno posizionato il muschio in una digicam di “simulazione di Marte”, contenente il 95% di anidride carbonica, una pressione atmosferica molto bassa e livelli molto elevati di radiazioni ultraviolette (UV). Secondo il Accademia cinese delle scienzeil muschio è sopravvissuto alle condizioni per sette giorni e poi ha rigenerato nuovi rami verdi. Il tasso di sopravvivenza di questa specie in queste condizioni indica che ha il potenziale per sopravvivere su Marte, dove l’atmosfera è estremamente sottile e irrespirabile per gli esseri umani, molto meglio di qualsiasi altro organismo complesso conosciuto.
Battere il congelamento e le radiazioni
Il muschio può sopravvivere al freddo estremo e alle radiazioni meglio di qualsiasi altro organismo, compresi i tardigradi (orsi acquatici). Secondo la rivista The Innovation (Cell Press), il muschio è stato mantenuto a -196 gradi Celsius (in azoto liquido) ed esposto a 5.000 Gy di radiazioni per 30 giorni. Una dose di radiazioni di soli 5-10 Gy è generalmente letale per gli esseri umani, ma questo muschio è sopravvissuto all’incredibile cifra di 5.000 Gy; pertanto, il muschio è in grado di riparare il suo DNA, rendendolo un serbatoio biologico in grado di sopportare la radiazione cosmica non schermata che si trova nello spazio profondo.
Creare terreno per il futuro
Anche se il muschio non può essere mangiato dagli esseri umani, è un candidato a diventare una “specie pioniera” affinché l’umanità possa coltivare cibo su Marte in futuro. Secondo gli esperti citati in ResearchGateman mano che il muschio cresce e poi decade, produce materiali organici che si mescolano con la sterile sabbia marziana (regolite), creando nel tempo terreno fertile, consentendo ai futuri coloni l’opportunità di coltivare colture come patate o alberi che producono ossigeno nelle serre su Marte.











