Cavitazione ultrasonica

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Gli ultrasuoni, sono onde con frequenza superiore ai 16-20 KHz che non sono percepibili dall’orecchio umano. La loro produzione avviene ricorrendo al piezoelettrico che si genera operando con un elettrodo su materiali quali il quarzo e la ceramica. Applicato un campo elettrico su cristalli di quarzo, si crea un’onda di compressione del cristallo, al contrario, invertendo il senso si ottiene un’onda di espansione e una serie di vibrazioni meccaniche ad alta frequenza che hanno trovato diverse applicazioni mediche, sia in campo terapeutico che diagnostico, ad una frequenza da 0,5 a 3W/cmq.

USO DELL’ENERGIA ULTRASONICA

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L’energia ultrasonica trova impiego in diversi campi, tra questi ricordiamo

  • La diagnostica cardiologica, come doppler ed ecocardiografia;
  • La diagnostica internistica, come l’ecografia;
  • Cavitazione Medica e chirurgia estetica;
  • Terapia fisica e riabilitativa per la cura di: spasmi muscolari, artriti, borsiti, artrosi, radiculiti, periartrite scapolo-omerale, ove la terapia con ultrasuoni disgrega le calcificazioni.

GLI EFFETTI DELL’ENERGIA ULTRASONICA

Gli effetti dell’energia ultrasonica sono fondamentalmente di 4 tipi:

  1. Effetti micromeccanici: il passaggio dell’onda ultrasonica provoca lo squarcio e il cambiamento di forma delle particelle attive microscopiche determinando cambiamenti nelle strutture proteiche, la genesi di radicali liberi, il mutamento della permeabilità delle membrane cellulari, oltre che un distacco delle fibre collagene con diminuzione dell’adesione cellulare.
  2. Effetti termici: parziale assorbimento dell’onda al passaggio dei con conseguente incremento termico.
  3. Effetti chimici: accelerazione delle particelle del tessuto sottoposto a trattamento da cui deriva, inoltre, il cambiamento delle caratteristiche chimiche del tessuto stesso.
  4. Effetti di cavitazione: con creazioni di micro bolle.

Gli ultrasuoni, usati nella medicina riabilitativa, vengono posti esplicitamente sul tessuto interessato, per mezzo di un manipolo che crea ultrasuoni e di un gel interposto, al fine di facilitare non solo l’aderenza ma la stessa trasmissione delle onde. La procedura prevede la leggera applicazione del manipolo sulla parte interessata e in genere le si deve l’aumento della temperatura locale. In ambito fisiatrico, si preferisce il metodo ad immersione se la parte da porre a trattamento risulta dolente o presenta una superficie irregolare. In questo caso si procede con l’immersione della parte in acqua (37 C°) insieme al manipolo, il quale viene messo ad una distanza di circa 2-3 cm dalla superficie per non incappare in dispersione.

LA CAVITAZIONE ULTRASONICA IN AMBITO ESTETICO

La cavitazione ultrasonica in ambito estetico risulta molto interessante e sembra dare buoni risultati. Questa viene usata fondamentalmente per colpire ed eliminare, attraverso la penetrazione di un principio attivo topico nel trattamento, uno degli estetismi più fastidiosi e mal sopportati soprattutto dalle donne: la cellulite.

Svariati anni dopo l’inizio del suo uso, ci si è resi conto che gli ultrasuoni cavitazionali funzionano e che, in determinati casi, possono essere una soluzione al problema senza l’uso di un bisturi. Questo sistema si rivolge, principalmente ma non solo, a quei pazienti che desiderano eliminare i centimetri di troppo, ma non vogliono sottoporsi ad un intervento chirurgico. Le cellule adipose, sottoposte agli ultrasuoni cavitazionali quando vengono colpite rilasciano in circolo i lipidi che, il fegato metabolizza e i reni eliminano.

CARATTERISTICHE DEGLI ULTRASUONI CAVITAZIONALI

La cavitazione ultrasonica, ovvero la formazione di micro bolle di gas all’interno del liquido, è un fenomeno che si attua quando un liquido è soggetto ad ultrasuono a bassa frequenza (da 20 KHz a 10 MHz). Una buona intensità dell’ultrasuono cavitazionale causa generalmente la formazione, lo sviluppo e l’esplosione delle bolle di vapore nel liquido. Questo ci permette di definire la cavitazione come il fenomeno che produce zone di vapore, definite anche cavità o bolle, che all’interno di un liquido si caricano di energia, ingrossano e infine esplodono.

Le caratteristiche degli ultrasuoni cavitazionali ricordano da vicino il processo dell’ebollizione. Infatti, l’unica differenza tra i due procedimenti riguarda il fatto che nell’ebollizione, per l’aumento della temperatura, la tensione di vapore supera la pressione del liquido, producendo una bolla che risulta meccanicamente stabile, perché piena di vapore alla stessa pressione del liquido che la circonda. Nella cavitazione, al contrario, è la pressione del liquido a precipitare, mentre la temperatura e la pressione di vapore rimangono stabili. Ecco spiegato il perché la bolla da cavitazione resiste fino a quando non esce dall’area a bassa pressione idrostatica: rientrata nella zona del fluido in quiete, la pressione di vapore non è più in grado di contrastare la pressione idrostatica della bolla e questa, carica di energia, implode.

Questo tipo di trattamento, nella medicina e cavitazione estetica viene definito dermocavitazione, poiché la pratica è circoscritta ad una parte specifica del corpo e della cute. Ecco quindi cosa avviene quando, con la cavitazione ultrasonica, si “attacca” il tessuto adiposo. La formazione e la successiva esplosione di queste micro bolle favorisce il danneggiamento degli adipociti, cellule deputate alla formazione e all’immagazzinamento dei trigliceridi. Affinché vengano colpite solo le formazioni in questione, il processo viene attuato con ultrasuoni a bassa frequenza e con giusta intensità per produrre cavitazione solo nel tessuto adiposo interessato.

Una tecnica particolare è quella dell’idrolipoclasia ultrasonica che prevede l’infiltrazione di fisiologica o acqua bidistillata all’interno del tessuto adiposo per idratarlo, favorendo così la cavitazione.

ULTRASUONI CAVITAZIONALI: RISULTATI

Con gli ultrasuoni cavitazionali i risultati sono mirati al perfezionamento estetico del paziente che vi si sottopone. La cavitazione ultrasonica permette, infatti, il rimodellamento del corpo e la riduzione del grasso adiposo in eccesso. Il miglioramento estetico della fastidiosa buccia d’arancia, una eccellente elasticità delle pelle, oltre che un potenziamento dell’ossigenazione sono altri importanti risultati che si ottengono con questo procedimento.
Può capitare, alla fine della seduta, che si formi un lieve edema nella parte trattata, che non ha ripercussioni e resta alcuni giorni. Il grasso liberato grazie alla cavitazione può essere, in alcuni casi, eliminato con difficoltà, diviene importante allora favorirne l’espulsione con massaggi drenanti a cadenza regolare, potenziati con Galium Heel e attivatori del sistema linfatico come il Lymphomiosot. A questo si aggiungerà l’assunzione di Populus Compositum che, favorendo la diuresi, faciliterà l’espulsione dei residui adiposi ed in generale delle tossine, o di Nux Vomica Homaccord che agevolerà l’intestino. Il fegato troverà un sostegno nel Berberis Homaccord, mentre per il drenaggio cutaneo si userà la Graphites Homaccord.

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