Blockchain, in Svizzera una task force con approccio liberale per la regolamentazione

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La cripto valuta così come il Blockchain sono ormai delle realtà e nei vari Paesi si cerca di dettare delle regole. Cosa che sta facendo anche la Svizzera che a partire dal 12 gennaio scorso ha predisposto una vera e propria task force “ad hoc”.

Regolare le prime proposte di moneta virtuale e creare una sorta di framework normativa che interessano le startup che si stanno lanciando in tale nuovo business Blockchain, questi gli intenti del Governo elvetico.

Tale gruppo di lavoro vedrà il diretto coinvolgimento del Ministro dell’Economia e dell’Istruzione Schneider-Ammann nonché quello delle Finanze Mausrer. Per le questioni finanziarie internazionali la task force lavorerà a stretto contatto con la Segreteria di Stato così come passerà al vaglio le linee guida legali inerenti le offerte della valuta e le società Blockchain.

Qualcuno la vede come un voler porre una stretta alla criptovaluta che sta vivendo registrando un vero e proprio boom. Ma è proprio questo l’intento?

Parrebbe di no visto che fonti governative hanno ammesso che non si può non considerare questa nuova realtà emergente, con il Blockhain che è una tecnologia che sempre più sta acquistando importanza in numerosi comparti e non solamente nel campo della finanza criptata.

Ciò considerato era inevitabile che si pensasse ad una regolamentazione anche se, come precisato dalle stesse fonti, di natura “liberale”, ossia per aprire a nuove opportunità e far sì che la Svizzera possa assumere una posizione privilegiata e, al tempo stesso, pensare alla riduzione dei rischi.

Insomma, la Svizzera non si dimostra ostile alle cripto valute, ma al contrario le vedrebbe di buon occhio tant’è che sono numerose le aziende che sono impegnate nello sviluppo di progetti che si basano sulla tecnologia blockchain.

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