Bitcoin sciupa troppa corrente: ecco il perchè

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Secondo alcuni studi effettuati dall’azienda  Selectra,  il bitcoin minaccia l’ambiente ed è un sistema non sostenibile dato che per essere prodotta richiede una elevatissima quantità di elettricità.

Probabilmente in tanti ormai hanno una certa dimestichezza nell’utilizzare il Bitcoin, ma non  tutti sanno che per generarli occorre una quantità enorme di energia,  tanto per dare una idea, uno sciupio equivalente a quella che utilizza una famiglia media nell’arco di un paio d’anni.

Un Bitcoin nasce di fatto dal nulla e perché si “materializzino” seppur virtualmente, si deve prima risolvere un problema crittografico tutt’altro che semplice, alla soluzione del quale come “premio” ecco apparire il Bitcoin.

Che tipo di lavoro stanno quindieseguendo i “miners”? Nuovi blocchi di transazioni  vengono aggiunti alla blockchain di Bitcoin all’incirca ogni 10 minuti dai cosiddetti miners. Mentre si lavora sulla blockchain questi minatori non sono tenuti a fidarsi l’uno dell’altro. L’unica cosa di cui i minatori devono fidarsi è il codice che esegue Bitcoin.

Il codice include diverse regole per convalidare nuove transazioni. Ad esempio, una transazione può essere valida solo se il mittente possiede effettivamente l’importo inviato. Ogni minatore conferma individualmente se le transazioni aderiscono a queste regole, eliminando la necessità di fidarsi degli altri minatori.

In teoria sembra un gioco da ragazzi, in quanto chiunque abbia una macchina che fa parte del sistema potrebbe trovare la soluzione e così avere il Bitcoin come ricompensa. Tuttavia non è affatto così facile se non si ha un computer in grado di elaborare una gigantesca mole di dati.

Quindi, se già stai pensando a come poter creare con il fai da te il tuo forziere pieno zeppo di monete digitali, preparati ad acquistare una bella attrezzatura informatica.

Diverso per chi ha delle ingenti risorse. Numerose supermacchine sono ubicate presso grandi stabilimenti, per lo più in Paesi quali India e Cina dove l’energia elettrica ha un costo minimo. In questi stabilimenti vengono allestite delle stanze di elevate dimensioni disseminate di server che minano unicamente Bitcoin.

Questo perché non varrebbe la pena in ogni caso mettere su il tutto con un unico superserver per ricavarne una sola criptovaluta.

Servono tanti apparecchi informatici e anche, per evitare deleteri surriscaldamenti, impianti per la ventilazione, oltre, ovviamente a tantissima corrente elettrica in modo che il tutto possa funzionare.

Ma quanta energia si deve consumare per fare i Bitcoin? Impossibile dare una risposta, anche se il sito web Diciconomist ha provato a fare una stima.

In base al proprio Bitcoin Energy Consumption Index, quella che è la rete computerizzata del sistema Bitcoin utilizza ben 3.4 gigawatt: ebbene, un watt è un joule al secondo e il computer di un normale utente usa circa 60 watt (un gigawatt sono 109 watt).

Cosa ne pensi? Fai anche tu parte di quelli che minano il Bitcoin?

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