Bitcoin, norme sull’antiriciclaggio

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Rapporto tra Bitcoin e valute reali

L’Italia, e più in generale l’Europa, si stanno muovendo in maniera pionieristica sugli adempimenti anti riciclaggio e tassabilità delle operazioni tra il Bitcoin e la valuta reale, visto che l’inquadramento delle criptovalute è ancora privo di queste regolamentazioni da parte delle banche centrali.

Il bitcoin si può considerare come una moneta, nel senso più tradizionale del termine? Assolve cioè ai compiti primari che ha una moneta tradizionale? Queste sono le domande che si stanno ponendo in questo periodo economisti ed esperti di teorie monetaria. Cercano insomma di capire come l’utilizzo di questa nuova moneta stia modificando le abitudini e se si debba stabilire una nuova teoria circa gli algoritmi per la tecnologia blockchain.

Nell’acquisto di Bitcoin, deve restare una traccia reale di chi investe, prima di perdere ogni notizia nel mondo poco tracciabile del digitale. Il Bitcoin è comparso per la prima volta nel contesto degli obblighi di prevenzione del rischio riciclaggio che ricadono su intermediari (banche, assicurazioni, …) e professionisti. Perché, secondo i giudici europei e l’agenzia delle Entrate, l’acquisto della valuta virtuale è una transazione reale a contenuto economico.

Ancora si deve valutare se le Criptovalute assolvono funzione “monetaria”, ma per i giudici europei e l’agenzia delle Entrate, la transazione di acquisto dei bitcoin è a tutti gli effetti una transazione reale a contenuto economico.

Direttive antiriciclaggio per il Bitcoin

Bruxelles, rendendosi conto che le operazioni in valute virtuali necessitano di un maggiore livello di anonimato, ha proposto una modifica alla IV direttiva anti riciclaggio, inserendo nuove misure per contrastare l’uso di valute virtuali per scopi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Viene inoltre proposta una nuova definizione di valuta virtuale come «la rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente» (Dlgs 231/2007).

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