Alla mafia piace il Bitcoin: ecco come riciclano il denaro camorra e ‘ndrangheta

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Oramai ci stiamo abituando ad usare la cripto moneta nella vita di tutti i giorni, sopratutto i bitcoin. Se noi li usiamo a scopi leciti, vi è anche chi vi ricorre per pulire il denaro sporco, ossia per riciclare.

Il mondo della malavita, infatti, è sempre molto attento a tutti i meccanismi che gli consentano di poter condurre la propria attività senza avere troppi problemi con la Legge.

E per far questo ormai non ha più bisogno di nascondersi nel Dark Web ossia il Web Oscuro. Bastano pochi clic e un provento illecito diventa fresco denaro da poter essere usato alla luce del sole senza alcun problema.

È vero che investire nella cripto moneta ha i suoi rischi, ma per chi non ha nulla da perdere il gioco vale la candela, come dice un celebre detto. Le cosche sono irrimediabilmente attratte da Bitcoin e altra cryptovaluta grazie anche all’anonimato così come alla riservatezza che alcun istituto bancario potrebbe mai assicurare.

Una approfondita panoramica sul tutto è stata fatta dal settimanale L’Espresso, che nell’ultimo numero in edicola pubblica una inchiesta che dimostra non solo come oggi sia semplice usare il Bitcoin, ma come oggi la criminalità organizzata ne stia sfruttando tutte le potenzialità.

La malavita è al passo con i tempi, dove l’informatica ha un ruolo importante in ogni azienda, piccola o grande che sia. Ecco che è comparsa la figura dell’estorsore informatico che si “appropria” del computer o del server della vittima di turno chiedendo il pizzo in Bitcoin per liberarlo o decriptare la macchina che ha appena infettato con un computer.

La pistola fumante ora ha un altro tipo di grilletto: basta premere un tasto su una tastiera oppure toccare sullo schermo di un tablet.

Tra coloro che usano ormai con disinvoltura il cambio Euro/Bitcoin a fini illeciti vi sarebbero elementi della camorra partenopea e non solo. Anche l’e-commerce sarebbe nel mirino delle gang ormai dedite anche all’informatica.

Ecco perché le forze dell’ordine stanno sempre più monitorando il web, anche se la criminalità 4.0 al momento ancor può fare transazioni senza problemi grazie alla segretezza e all’anonimato.

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