Addio a Bud Spencer, gigante buono del cinema italiano

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È morto ieri pomeriggio a 86 anni, alle 18.15 in una clinica della Capitale, Bud Spencer, all’anagrafe Carlo Pedersoli, il gigante buono del cinema italiano, inseparabile protagonista con Terence Hill di un intero genere cinematografico.

Nato a Napoli il 31 ottobre 1929, nella sua vita ha fatto di tutto e di più. Rimane nel capoluogo campano fino alla guerra, interrogato su cosa ricordasse di Napoli ebbe a rispondere “Le bombe, c’era la guerra e io ero già grandicello”. La prima tappa nel lungo girovagare di Carlo Pedersoli è Roma, qui si trasferisce a seguito del padre, un uomo d’affari bresciano, nel 1942.

Nella Capitale oltre ad iscriversi al liceo e ad iniziare l’università a soli 17 anni, inizia a praticare a livello agonistico il nuoto. Il soggiorno romano non durerà a lungo, appena finita la guerra è il momento per il padre, e la famiglia a seguito, di spostarsi in Sudamerica. A Rio de Janeiro il futuro Bud Spencer non proseguirà gli studi ma farà diversi lavoro, dal bibliotecario al segretario d’ambasciata.

Olimpionico di nuoto

Nel 1950 la famiglia Pedersoli ritorna in Italia, di nuovo a Roma, ed  qui che inizia il successo di Carlo. Appena tornato, oltre a iscriversi di nuovo all’università, questa volta alla facoltà di Giurisprudenza, riprende anche il nuoto. La prima società a tesserarlo è la società sportiva Lazio Nuoto con la quale inizierà la sua carriera nel grande nuoto.

Primo italiano a scendere sotto il minuto nel 100 metri stile libero, fa incetta di medaglie e vittorie per tutti gli anni ’50, rappresentando anche l’Italia ai giochi olimpici di Helsinki, Melbourne e Roma, agli Europei di Vienna e ai Giochi del Mediterraneo in Egitto.

Negli anni ’50 Carlo Pedersoli vive a Roma e in quegli anni Roma vuol dire Cinecittà. La sua passione per la recitazione e il fisico imponente lo fanno notare dai produttori dei kolossal e fa il suo debutto come guardia romana in Quo Vadis. Sarà protagonista di un “Eroe dei nostri tempi” di Monicelli ma questa sua prima esperienza cinematografica non avrà seguito, infatti sono gli studi e il nuoto ad occupare la testa di Carlo.

In questi tormentati anni ’50 troverà pure il tempo di trasferirsi un’altra volta in Sudamerica dove lavorerà per qualche anno come operaio e poi all’Alfa Romeno di Caracas. Torna in Italia nel 1960 per partecipare alle Olimpiadi di Roma, mettendo per l’ultima volta i panni del nuotatore. Da quel momento Pedersoli, grazie all’attività del suocero, il produttore Peppino Amato comincia a frequentare i set fino alla svolta nel 1967.

Bud Spencer e Terence Hill

Viene scritturato con il ruolo di protagonista, per il film “Dio perdona…Io no”. Qui incontrerà Giuseppe Colizzi e il successo è immediato. Per il lancio del film i due protagonisti inoltre decideranno di cambiare nome, Carlo Pedersoli diventa Bud Spencer (in onore della birra Bud e di Spencer Tracy) mentre Giuseppe Colizzi diventa Terence Hill. È l’inizio di un sodalizio che porterà i due, grandi amici oltre che colleghi, a sbancare i botteghini in Italia e all’estero a cominciare dal primo e fortunatissimo “Lo chiamavano Trinità” e ad inventare anche un nuovo genere, il western comico.

Bud Spencer è il gigante dal cuore d’oro che combatte i torti, Terence Hill il suo compagno scattante e belloccio. Sembrano dei cartoni animati viventi, nelle continue scazzottate nessuno si fa mai male, nessuno muore mai, neanche i cattivi, i loro pugni non diventano mai violenza.

Bud Spencer, come ormai è noto al grande pubblico, proverà a sperimentarsi anche in altri ruoli ma le migliori performance sono quelle a fianco di Terence Hill e poi, da solo, mantenendo lo stereotipo del gigante buono, sia esso un avventuriero, cowboy o investigatore.

Pedersoli aveva provato, con successo, anche la via dei telefilm. Con Big Man del 1988 riceverà un telegatto, uno dei pochi premi riconosciutigli, mentre con Detective Extralarge nel 1991-93 ottiene grande successo di pubblico, anche grazie alla presenza di numerose guest-star americane negli episodi.

Oltre al cinema e il nuoto, c’è molto di più: filosofia, gastronomia, musica, sono tutte le passioni che hanno riempito la vita di Carlo Pedersoli. Unico rammarico è il non aver avuto in campo cinematografico i riconoscimenti che avrebbe voluto e che conseguì ad esempio nello sport e in termini di successo di pubblico.

Le ultime parole

La filosofia di Bud Spencer è racchiudibile in due frasi dell’attore, nuotatore, imprenditore, filosofo napoletano “Quando il Padreterno mi chiamerà, voglio andare a vedere che cosa succede. Perché se non succede niente, m’incazzo” e la mia filosofia è il “futtitinne”.

Carlo Pedersoli,  in arte Bud Spencer, si è spento a Roma il 27 giugno e stante i suoi figli, l’ultima parola detta è stata “Grazie”.

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