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Il Giappone è ancora tormentato: l’80% teme un altro disastro 15 anni dopo il mortale terremoto del 2011

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A più di dieci anni di distanza da uno dei peggiori disastri naturali del nostro tempo, i giapponesi vivono ancora sotto la minaccia che un altro disastro di questo tipo si verifichi nel loro paese. Un recente sondaggio indica che il ricordo del grande terremoto del Giappone orientale avvenuto nel 2011 è ancora vivo nella mente delle persone in questo paese.Secondo un recente sondaggio condotto dalla Croce Rossa giapponese, oltre l’80% degli intervistati ritiene che un disastro del genere, accaduto nel 2011, potrebbe ripetersi nel prossimo futuro. D’altro canto, quasi il 70% degli intervistati ha confessato di non aver fatto abbastanza per prepararsi a questo tipo di disastro.

Il disastro che cambiò il Giappone

L’11 marzo 2011 al largo della costa nord-orientale del Giappone si è verificato un violento terremoto di magnitudo 9,0 della scala Richter. Questo terremoto ha innescato un enorme tsunami che ha causato una massiccia distruzione nelle città costiere della regione giapponese di Tohoku. Questa calamità naturale ha provocato distruzioni diffuse nelle prefetture giapponesi di Iwate, Miyagi e Fukushima. Ha causato quasi 20.000 morti o dispersi e ha costretto centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case.L’altezza dello tsunami è stata estrema in alcune parti del Giappone, distruggendo città e infrastrutture. Questa calamità naturale ha causato anche un incidente nucleare a Fukushima Daiichi, che è diventato una delle principali sfide ambientali e sociali per il Giappone.IL Commissione oceanografica intergovernativa dell’UNESCO afferma che il disastro del 2011 è diventato uno dei più importanti ricordi nella storia moderna del fatto che le comunità lungo le coste sono vulnerabili ai terremoti e agli tsunami. Questa calamità naturale ha costretto i governi e le organizzazioni di tutto il mondo a migliorare l’efficacia dei sistemi di allarme tsunami, dell’educazione alle catastrofi e della preparazione.

L’indagine rivela una diffusa preoccupazione per i futuri disastri

In vista del 15° anniversario del disastro del 2011, la Società della Croce Rossa giapponese ha intrapreso un’indagine nazionale per determinare il modo in cui le persone oggi vedono la minaccia dei disastri.I risultati di un sondaggio on-line condotto su 1.200 persone di età pari o superiore a ten anni provenienti dal Giappone hanno rilevato che l’80,3% delle persone ritiene che un grave disastro come il Grande Terremoto del Giappone orientale si ripeterà nel prossimo futuro.Il paese si trova sull’anello di fuoco del Pacifico, un’space della superficie terrestre soggetta a terremoti.I terremoti sono eventi comuni in Giappone. Gli scienziati sostengono da anni che un grave terremoto è possibile.

Il divario di preparazione rimane una delle principali preoccupazioni

Nonostante l’elevato livello di consapevolezza dei rischi di una catastrofe che colpisca il Paese, l’indagine ha rilevato che un gran numero di persone non sono preparate advert affrontare una catastrofe. “Quasi il 70% degli intervistati ha affermato di non aver adottato misure adeguate per prepararsi a un disastro su larga scala. Tali misure possono includere la preparazione delle forniture necessarie durante le emergenze o l’acquisizione delle competenze necessarie per rispondere a una catastrofe.Questo non è un problema esclusivo del Giappone. Gli esperti hanno sottolineato come le persone di solito sottostimino la velocità con cui un disastro può colpire o pensano di avere tempo per rispondere quando se ne presenta la necessità. Tuttavia, terremoti e tsunami possono colpire senza preavviso.

Perché è importante ricordare i disastri passati

Un’altra conclusione importante che si può trarre dall’indagine è la necessità di ricordare le calamità passate. L’indagine ha rivelato che oltre l’80% delle persone ritiene che gli insegnamenti tratti dal terremoto del 2011 non debbano essere dimenticati quando si parla di preparazione alle catastrofi. È a questo punto che le campagne di sensibilizzazione pubblica e le cerimonie commemorative diventano rilevanti.Le generazioni più giovani potrebbero non essere a conoscenza degli eventi accaduti nel 2011. Devono essere consapevoli degli eventi accaduti nel 2011 in modo da poter essere preparati per un disastro che potrebbe verificarsi in futuro. Il Giappone ha investito molto nell’educazione ai disastri. Sono in atto esercitazioni e misure per ridurre al minimo gli effetti dei terremoti.

Convivere con la realtà dei disastri naturali

L’esperienza dei terremoti e degli tsunami in Giappone ha creato una cultura orgogliosa di essere resiliente e preparata. Eppure sondaggi come questo rivelano che story stato può essere raggiunto solo attraverso sforzi continui.È difficile prevedere i disastri naturali. Tuttavia, gli effetti possono essere mitigati attraverso la pianificazione e la consapevolezza.Sono trascorsi quindici anni dal grande terremoto del Giappone orientale. I ricordi di quel giorno servono come un toccante ricordo del potere e della debolezza delle persone che lo vissero.Il messaggio per molte persone in Giappone è che il prossimo disastro che si verificherà potrebbe non essere prevenibile. Eppure essere preparati potrebbe fare la differenza.

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