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Recensione del movie ‘Mohiniyattam’: un razionalista incline al suo umorismo oscuro lo rende migliore dell’originale

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Un’immagine da ‘Mohiniyattam’. | Credito fotografico: ACCORDO SPECIALE

Un cadavere in casa può essere una delle situazioni più orribili o fonte di allegria, a seconda del tono e del trattamento che adotta un movie. Mohiniyattamche falsifica delicatamente Drishyamtrasforma la situazione in una vicenda esilarante, con richiami periodici alla natura ingannevole del morto, presumibilmente per farci ridere senza alcun senso di colpa.

I sequel spesso finiscono per diventare pallide imitazioni dell’originale. Ma nel concepire un seguito il tutto è moderatamente divertente Bharatanatyam (che tra l’altro period una parodia Balettano), Krishnadas Murali reinventa il tema di base dell’originale, infondendogli un sacco di umorismo nero e trasformandolo in un movie nettamente migliore, come Vaazha 2 la settimana scorsa.

Sasidharan (Saiju Kurup), il protagonista, conserva ancora parte del peso del segreto che suo padre Bharathan aveva rivelato sul fatto che avesse un’altra famiglia. Anche le gag che circondano i due gemelli “quasi” identici vengono citate alcune volte.

Mohiniyattam (Malayalam)

Direttore: Krishnadas Murali

Lancio: Saiju Kurup, Kalaranjini, Sreeja Ravi, Child Jean, Suraj Venjaramoodu, Jagadish, Abhiram Radhakrishnan

Durata: 145 minuti

Complotto: In questo seguito di “Bharathanatyam”, la famiglia del defunto Bharathan entra in crisi quando un losco piano per fare soldi che lui e i suoi amici stavano portando avanti emerge, portando a confusione.

Ma la narrazione prende una nuova svolta, descrivendo un losco piano per fare soldi gestito da suo padre e dai suoi amici per un bel po’ di tempo. Questa thought è forse l’elemento più forte del movie, con alcuni scherzi taglienti e satirici all’origine di alcune pratiche religiose irrazionali.

La storia delle origini animate è inimmaginabile nella Bollywood odierna, dove tali domande razionali non trovano posto ora. Le due famiglie di Bharathan sono una grande squadra, che lavora insieme senza soluzione di continuità ogni volta che si presenta un’avversità, come risulta evidente nella lunga sequenza in cui un ospite sgradito semina il caos nella loro casa.

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Murali e il co-sceneggiatore Vishnu R. Pradeep presentano alcuni scenari paralleli, ma il filo conduttore sull’eliminazione del cadavere diventa noioso. L’ingresso dei due “Subhash” (il rapper Child Jean e Abhiram Radhakrishnan) con i loro cervelli perversi che lavorano per scopi contrastanti, ravviva in qualche modo il procedimento. La narrazione cadente prende improvvisamente vita e termina in grande.

A parte Saiju Kurup, quello che suscita più risate è Kalaranjini, che ha una bella palla aggiungendo un elemento di stravaganza al personaggio originale. In mezzo a una serie di personaggi che si abbandonano a atti folli, lei ruba la scena con i suoi gesti, che risolvono una delle scene chiave del movie. La musica di Digital Kili offre un’atmosfera diversa al movie.

Con un razionalismo incline al suo umorismo oscuro, Mohiniyattam è parecchie tacche sopra il movie originale.

Mohiniyattam è attualmente nelle sale

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